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utilizzando tutte le notizie che internet ci fornisce, raggruppandole in un unico spazio per poterle sfogliare come su di un libro


Link d'interesse

I video arte



da ArteWorld.it

Annunciazione di Caravaggio: analisi completa dell’opera

Dario Mastromattei

Voglio farti conoscere un quadro di Caravaggio di cui probabilmente non avrai sentito parlare. Sai bene che Michelangelo Merisi ha avuto una vita molto travagliata, e che spesso, sono stati proprio i suoi guai a costituire il motivo della nascita di alcuni dei suoi maggiori capolavori. Oggi, voglio parlarti della tela intitolata Annunciazione.
Quando avrai finito di leggere questo articolo, conoscerai tutto di questa Annunciazione di Caravaggio: la storia, la data di realizzazione, le dimensioni della tela, il luogo dov’è conservata attualmente ed il significato dei vari particolari che compongono tutta la scena.
Devi sapere che questo è, molto probabilmente, uno degli ultimi lavori realizzati da Caravaggio prima della sua morte.
Secondo gli studiosi, l’artista dipinse questa tela mentre si trovava in Sicilia o Napoli: in particolare, nel capoluogo campano si fermò per due volte, quindi ebbe senza dubbio la possibilità di realizzare qualche lavoro... continua a leggere


da Arte.it

Da Raffaello a Escher, da Frida a Leonardo, la settimana in tv

Samantha De Martin

22 Marzo 2021

La luminosa grazia della Madonna Sistina di Raffaello incontra la paradossali prospettive di Escher, con i suoi universi riflessi in una sfera o in uno specchio d'acqua che inchiodano l'occhio umano al richiamo dell'infinito. Sfilano anche Frida Kahlo e un Leonardo inedito nel palinsesto settimanale dell’arte in tv, pronto a intrattenere gli amanti della bellezza, in attesa che i musei ripartano.
Ecco gli appuntamenti da non perdere dal 22 al 28 marzo. .. continua a leggere


da ArteMagazine.it

Dal Quirinale e da altre sedi tornano in mostra alla Reggia di Colorno le porcellane dei Duchi di Parma

dalla Redazione di ArteMagazine

15 Marzo 2021

aprirà il prossimo 15 maggio. Riunite per la prima volta dopo la dispersione, le preziosissime porcellane che Luisa Elisabetta di Francia e il consorte Filippo di Borbone utilizzavano per i ricevimenti ducali, ora a disposizione per i ricevimenti di Stato della Presidenza della Repubblica
PARMA - Tornano alla Reggia di Colorno (Parma), provenienti dal Quirinale, le preziosissime porcellane dei Duchi di Parma, che verranno esposte dal 15 maggio – 19 settembre 2021. In mostra le altrettanto preziose porcellane delle manifatture di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly, Doccia e Capodimonte, sempre appartenenti a quello che era il patrimonio ducale, arriveranno dalle Gallerie degli Uffizi, dal Museo della Villa Medicea di Poggio di Caiano, dai Musei Reali di Torino, accompagnate da documenti concessi dall’Archivio di Stato.
Questi tesori d’arte delle regge parmensi vengono riuniti per la prima volta dopo la loro dispersione che prese il via nel 1859, quando il Ducato di Pama e Piacenza venne cancellato per essere, l’anno successivo, inglobato nel nuovo Regno d’Italia. Il patrimonio di quella che per secoli era stata una delle più raffinate ed internazionali corti europee, passò così a Casa Savoia. Gli arredi giunsero in buona parte al Palazzo del Quirinale ad arredare la reggia dei Savoia, poi divenuta la “casa” dei Presidenti della Repubblica italiana... continua a leggere


da Arte.it

UNA CHIACCHIERATA CON MICHELANGELO GRAZIE ALL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

di SAMANTHA DE MARTIN

04/03/2021

il 6 marzo 1475, a oltre 500 anni di distanza, Michelangelo “rivive” grazie all’intelligenza artificiale.
Poco importa se l’irrequieto pennello della Cappella Sistina utilizzerà l’inglese e una chat per confrontarsi con il suo pubblico moderno, mettendo da parte l’accento tosco. Quel che conta è che chiunque potrà porgli delle domande, da quali siano stati i suoi artisti preferiti agli anni formativi di Firenze, con le prime esperienze tra arte, pensiero, spiritualità.
E il maestro risponderà citando Donatello, l’artista del passato che maggiormente ammirava, e ancora Ghiberti e Luca della Robbia, ricordando le sue prime commissioni pubbliche importanti proprio per il Duomo, dove anche i colleghi avevano lavorato.
A realizzare il progetto Michelangelo AI - uno strumento educativo utile a far conoscere a un pubblico ampio l’arte, la vita e il pensiero del più grande artista del Rinascimento - è l’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze in collaborazione con Querlo, Customized Artificial Intelligence Solutions con base a New York... continua a leggere


da Arte-news.it

LOTTO L'INQUIETUDINE DELLA REALTA'

di Tiziana Taormina

17/02/2021

avrebbe dovuto essere l’evento culturale principe delle festività natalizie a Lecco ma le misure più stringenti contro il Covid, arrivate proprio durante il periodo di Natale, hanno costretto a rimandare l’apertura al pubblico: ora finalmente in zona gialla, anche la mostra “Lotto l’inquietudine della realtà” può aprire le sue porte.
Tra i primi visitatori c’erano anche il sindaco Mauro Gattinoni, insieme al prevosto mons. Davide Milani, il consigliere regionale Mauro Piazza, il presidente della Fondazione Comunitaria per il Lecchese, Maria Grazia Nasazzi, l’assessore Giovanni Cattaneo, l’artista Giovanni Frangi coprotagonista dell’evento dedicato a Lorenzo Lotto.
E’ del grande maestro della pittura rinascimentale il capolavoro che la Comunità pastorale e l’Associazione culturale Madonna del Rosario insieme ai partner sono riusciti a portare in città. Si tratta della “Madonna col bambino tra i Santi Giovanni e Caterina d’Alessandria” firmato ‘Laurentius Lotus’ e datato 1522, oggi parte di una collezione privata... continua a leggere


da Arte.it

ANDAR PER MOSTRE A MILANO: DALLE IMPRESE INCA ALLE SIGNORE DELL'ARTE, GLI APPUNTAMENTI DELLA RIPARTENZA

di SAMANTHA DE MARTIN

10/02/2021

la ripresa delle visite turistiche, a partire da domani, 11 febbraio, e il Museo del Cenacolo Vinciano snocciola sorprese per tutto il 2021, Milano è pronta al grande ritorno dell’arte in presenza, con un programma di mostre che, dalla pittura alla fotografia, mette tutti d’accordo. Da Frida Kahlo a Carla Accardi, il palinsesto milanese dopo la riapertura parla al femminile, con il fascino delle donne racchiuso nei loro universi accanto alla potenza di obiettivi e pennelli.
Ecco gli appuntamenti cui non mancare.
• Dall’11 febbraio alle Gallerie Italia la Milano “sospesa” di Carlo Mari
Mentre fino al prossimo 2 maggio le Gallerie Italia di Piazza Scala celebrano i 250 anni di Giambattista Tiepolo con una mostra (Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa) che ripercorre la folgorante avventura internazionale dell'artista, una Milano sospesa quasi metafisica, stretta in un silenzio surreale, sotto lo sguardo discreto e rassicurante dei Carabinieri, fa capolino dagli scatti in bianco e nero di Carlo Mari... continua a leggere


da ArteMagazine.it

La Galleria dell’Accademia di Firenze riapre il 13 febbraio, ma con un allestimento rinnovato

la Redazione di ArteMagazine.it

16/01/2021

riaprirà al pubblico il prossimo 13 febbraio. Come annuncia la direttrice Cecilie Hollberg, infatti, il museo si sta preparando per accogliere i visitatori in una veste completamente nuova che "non mancherà di sorprendere”.
"In questo periodo - ha spiegato Hollberg - la Galleria dell'Accademia è rimasta chiusa per ovvi motivi ma in realtà non ci siamo fermati un attimo. Ne abbiamo approfittato per portare avanti e iniziare cantieri che, come già comunicato più volte, sono fondamentali a migliorare lo stato di salute della Galleria e delle sue preziose collezioni. Non avendo il museo alcun deposito, è stata una vera sfida ricollocare le oltre 450 opere della Sala del Colosso e della Gipsoteca. In mancanza di pubblico, sono i modelli di Lorenzo Bartolini a popolare ed arricchire il nostro percorso espositivo e i dipinti del '500 risplendono di un'altra luce nelle sale delle mostre temporanee. Una nuova Galleria dell'Accademia, eccezionalmente per il tempo della durata dei lavori che proseguiranno dietro le quinte. Invito tutti a venire a vederla".
Con la chiusura della Sala del Colosso, oggetto di un restauro architettonico strutturale - si legge in una nota - tutti i dipinti qui conservati - a parte alcuni di grandi dimensioni - sono stati spostati negli ambienti dedicati generalmente alle esposizioni temporanee. Una raccolta straordinaria, una vera e propria summa della pittura fiorentina del Quattrocento e del primo Cinquecento, che, grazie a una visione ravvicinata, a un diverso allestimento e ad una illuminazione più accurata, riacquista tutta la sua preziosità, evidenziando particolari che sfuggivano nella precedente sede. Pensiamo, per esempio, alla Tebaide, di Paolo Uccello, di cui possiamo finalmente godere le delicate sfumature dei colori che fino adesso si erano perdute. .. continua a leggere


da ARTE.IT

UNA RARA OPERA DI PAESAGGIO ATTRIBUITA ALL’ARTISTA TORNA A ROMA
LA DANZA CAMPESTRE DI GUIDO RENI TORNA NELLA COLLEZIONE DELLA GALLERIA BORGHESE

SAMANTHA DE MARTIN

28/12/2020

degli ultimi anni l’aveva restituita alla mano di Guido Reni. E adesso la Danza campestre, realizzata dal pittore tra il 1601 e il 1602, torna nella collezione di Scipione Borghese, alla quale era appartenuta assieme al Mosè con le tavole della Legge. A testimonianza della grande predilezione del cardinale nei confronti del maestro bolognese che, dopo la morte di Annibale Carracci, veniva considerato dall’appassionato collezionista l’artista più importante presente sulla scena romana.
Un ballo nella natura
La tela accoglie l’osservatore in una festa campestre invitandolo a unirsi alla danza, accompagnato dalla musica del liuto e della viola da braccio.
Il ballo, al quale assistono alcune dame e signori del luogo, questi ultimi in veste di cacciatori, è stato organizzato da un gruppo di contadini. I partecipanti siedono in cerchio, circondati da una radura tra gli alberi in prossimità di un ruscello.
Al centro del cerchio, un giovane villano invita una dama ad aprire le danze. Lo sguardo dello spettatore, dalla coppia di danzatori, spazia sulla tela scrutando gli atteggiamenti dei personaggi... continua a leggere


da NEWS-ART.IT

ESPORTAZIONE DELLE OPERE D'ARTE: RE-INTRODOTTE LE NORME CHE SEMPLIFICANO LE PROCEDURE IN MATERIA DI CIRCOLAZIONE DELLE OPERE D'ARTE

dell’Avv. Prof. Francesco Emanuele Salamone

e all’estero opere d’arte e (quindi) la Cultura italiana.
Con la registrazione del decreto ministeriale n. 367/2020 è stata infatti soppressa la “sospensione” (adottata con il DM “Bonisoli” n. 305 del Luglio 2018) dell’entrata in vigore della disciplina semplificata in materia di esportazione di opere d’arte di valore inferiore ai 13.500 (introdotta dal precedente DM “Franceschini” n. 246 del Maggio 2018, in attuazione di quanto previsto dalla l.n. 124/2017).
In particolare, l’art. 1 del recente DM 367/2020 ha:
a) da un lato, disposto l’abrogazione di quanto previsto dal DM 305/2018, nella parte in cui subordinava, ad un non meglio precisato aggiornamento del SUE ed all’istituzione dell’anagrafe della circolazione internazionale, l’entrata in vigore del cd. “DDL Concorrenza” (che ha previsto una serie di norme volte a “semplificare le procedure relative al controllo della circolazione” delle opere d’arte);
b) dall’altro lato, ripristinato di fatto (e di diritto) la procedura prevista dal previgente decreto attuativo DM 246/18 (sospesa, come detto, dal già citato DM 305/18), rendendo quindi nuovamente operativa la nuova disciplina in materia di semplificazione della procedura di esportazione di opere d’arte.
In sintesi, tre sono i punti fondamentali di tale “riforma”, cui il recentissimo DM 367/2020 ha dato la definitiva stura.

Il primo: introduzione delle cd. “soglie di valore” o, meglio, della “soglia di valore unica” a 13.500 euro... continua a leggere


da Il Fatto quotidiano

Nuovo record mondiale per De Chirico: il suo dipinto “Il pomeriggio di Arianna” venduto all’asta di New York a 15,9 milioni di dollari

scritto da F. Q.

29 OTTOBRE 2020

Chirico (1888-1978), registra un nuovo record mondiale. “Il pomeriggio di Arianna” del 1913, uno dei suoi primi capolavori, è stato aggiudicato per 15,9 milioni di dollari durante l’asta di arte moderna e impressionista di Sotheby’s a New York. L’aggiudicazione alla cifra record per il pittore è arrivata dopo nove intensi minuti di battaglia a suon di offerte tra due collezionisti. Il dipinto, proposto con una stima di 10 milioni di dollari, fa parte delle otto tele che compongono la prima serie dipinta da De Chirico, tra il 1912 e il 1913, ed è fra le poche ancora in mani private.
Cinque dei dipinti che compongono la serie sono infatti custoditi in collezioni museali, come il Metropolitan Museum of Art di New York e il Philadelphia Museum of Art, mentre le restanti tre, compresa quella aggiudicata da Sotheby’s, sono presenti in collezioni private. “Il pomeriggio di Arianna” si distingue dalle altre tele di questo limitato gruppo per il suo formato verticale su larga scala e anche perché è l’unico esemplare che raffigura l’emblematica nave del mito di Arianna, di cui nel quadro si intravede la vela, con cui Teseo si allontana dall’isola di Naxos.
L’arte di De Chirico, rappresentazione di un inconscio fatto di mistero, solitudine e muse inquietanti che ti osservano pur essendo prive di occhi, ha posto le basi per il surrealismo, il cui primo manifesto risale al 1924... continua a leggere


da Finestre sull'Arte.info

Nessuna Battaglia di Anghiari nel Salone dei Cinquecento. I nuovi studi sul dipinto perduto di Leonardo

scritto dalla Redazione di Finestre sull'Arte

07/10/2020

questa mattina in una conferenza in diretta streaming i nuovi studi compiuti sulla Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci. "Non c’è nessuna Battaglia di Anghiari sotto il dipinto del Vasari nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio", ha dichiarato Cecilia Frosinini, esperta di Leonardo da Vinci e direttrice del dipartimento Restauro pitture murali dell’Opificio delle Pietre Dure. A sostenere questa affermazione che mette fine a una delle più dibattute ricerche della storia dell’arte è, oltre alla Frosinini, un gruppo di studiosi ed esperti che ha pubblicato il libro La Sala Grande di Palazzo Vecchio e la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci. Dalla configurazione architettonica all’apparato decorativo, edito da Olschki e curato da Roberta Barsanti, Gianluca Belli, Emanuela Ferretti e Cecilia Frosinini, a seguito di un convegno a cui il gruppo ha partecipato sul tema della decorazione della Sala Grande di Palazzo Vecchio.
Tutto iniziò nel giugno 2005, quando Maurizio Seracini dell’Università della California di San Diego annunciò a tutto il mondo che dietro l’affresco di Giorgio Vasari raffigurante la Battaglia di Marciano della Chiana si trovava un muro segreto che avrebbe potuto celare i resti della Battaglia di Anghiari di Leonardo. Nel 2007 venne istituito un comitato incaricato di trovare il dipinto perduto di Leonardo: tra i membri, oltre a Seracini, l’allora sindaco di Firenze Lorenzo Domenici, la soprintendente Cristina Acidini e gli studiosi Antonio Paolucci e Carlo Pedretti. E Matteo Renzi, in qualità di presidente della Provincia di Firenze... continua a leggere


da News-Art.it

Il PRIMO RAFFELLO

scritto da Luigi Musacchio

in punta di florilegio sull'arte di Raffaello, su di lui fattosi mito appena poco dopo la morte, dovrebbe forse un poco sorprendere quello di un critico americano, lontanamente immaginabile dalle temperie iconologiche europee. Si vuol dire di Bernard Berenson (1865-1959), che così leva la sua ode sul pittore urbinate: «Dinanzi alla pittura del giovane Raffaello, si prova un’impressione acuta ed esaltante; come se, di mattina presto, nell’aria fredda e lavata, improvvisamente ci trovassimo in un mondo più bello, dove gente leggiadra partecipa ad una cerimonia festosa, e armoniose distanze dolcemente si seguono verso l’orizzonte lontano». Vi si coglie non tanto l'acutezza ermeneutica di un giudizio fondato su valori e contenuti artistici (sui quali, tra l'altro, il critico ne ha ben donde), quanto, piuttosto, l'alea di un'impressione sentimentale, come se, virtualmente, Berenson s'indugiasse a muoversi sul lastricato dello Sposalizio, e fiutasse l'aria, ammirato da così tanto ingegno, profuso nel disegno del tempio a culmine della scena e nella composta, quasi immota, armonica composizione dei personaggi che la animano.... continua a leggere


dal 'Circolo Culturale lo Scaffale':

Ecco dov’è la misteriosa Tempsa romana - Interpretazione de’ “Lo Scaffale” osservando le “Carte aragonesi”

scritto da Sergio Ruggiero con la collaborazione di Giuseppe Sconza Testa

29/08/2020

estratto delle “Carte aragonesi” (fedele riproduzione settecentesca del Galiani), la cui produzione fu avviata da Alfonso d’Aragona e conclusa dal figlio Ferrante nella seconda metà del 1400. Le originali sono oggi conservate a Parigi, sottratte alla città partenopea nel corso della discesa di Carlo VIII verso la fine di quel secolo.
Semplificando, diciamo che le “Carte aragonesi”, realizzate con metodi assolutamente innovativi per i Tempi, rappresentano il territorio del regno di Napoli con dettagli corografici e abbondanza di toponimi, riportando monti, vallate, pianure, torrenti, fiumi, laghetti, coste, scogli, paesi, castelli, santuari, città murate, rovine e molto altro ancora, delineando un paesaggio ricchissimo di elementi sia medievali sia risalenti all’antichità classica… sulla scorta di antiche carte di tradizione romana (Fernando La Greca – Dipartimento Scienze dell’Antichità Università Salerno)... continua a leggere

dal sito web: www.ansa.it

Raffaello mai visto, Per Galatea ricreò il "blu egizio"

scritto da Silvia Lambertucci

01/09/2020

occhi della bella Galatea, ma anche il cielo e il mare che le fanno da sfondo nella lussureggiante loggia di Villa Chigi a Roma, oggi conosciuta come Villa Farnesina, Raffaello aveva messo a punto un esperimento unico ricreando in bottega il celeberrimo "blu egizio", il primo colore artificiale della storia, il cui uso si era perso dopo la fine dell'Impero romano, sostituito dal lapislazzuli. E' il sorprendente risultato, anticipato in esclusiva all'ANSA, di una ricerca sui materiali dell'affresco guidata dal professor Antonio Sgamellotti, accademico dei Lincei , e condotta insieme con ENEA, IRET-CNR, Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto, XGLab-Bruke.
Una scoperta inaspettata e importante, sottolinea Sgamellotti - professore emerito di chimica da tempo interessato ai colori dell'artista - perché senza precedenti: "E' la prima volta che si ritrova in un'opera di Raffaello questo pigmento, e credo proprio che si tratti di un unicum", dice... continua a leggere

dal sito web: www.finestresullarte.info

L'arte insegnata ai bambini? Alunni di una scuola diventano protagonisti dei più famosi capolavori

scritto dalla Redazione di finestresullarte.info

23/08/2020

una scuola in provincia di Teramo ha portato i bambini a interpretare i protagonisti delle più famose opere d’arte.

Come insegnare l’arte ai bambini a scuola? Diventando loro stessi i soggetti dei dipinti più famosi della storia dell’arte.
È l’idea messa in pratica in un progetto didattico di una classe di una scuola primaria in provincia di Teramo, l’Istituto Comprensivo Nereto-Sant’Omero-Torano: ogni alunno ha scelto un’opera d’arte e l’ha interpretata. Bambini e bambini sono diventati il Narciso di Caravaggio, la Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, Vincent van Gogh in un autoritratto, Frida Kahlo in un autoritratto con fiori, la Ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer, la Lettrice di Jean-Honoré Fragonard, i Cherubini di Raffaello e tanti altri protagonisti dei dipinti più celebri.
Il progetto è diventato un vero percorso espositivo, Quadri animati in mostra: un’idea grazie alla quale è stato possibile avvicinare all’arte i più piccoli in modo attivo e anche i loro genitori, poiché il progetto si è svolto in tempi di lockdown.
Intento non è stato quello di riprodurre passivamente un’opera, ma di portare i bambini a reinventare, a creare attraverso la fantasia un dialogo tra i capolavori dell’arte immortali e la contemporaneità... continua a leggere

dal sito web: www.ARTE.it

VENEZIA, MILANO, L'EUROPA: ALLE GALLERIE D'ITALIA L'AVVENTURA INTERNAZIONALE DI TIEPOLO

Francesca Grego

07/08/2020

i 250 anni dalla scomparsa di Giambattista Tiepolo, genio eclettico capace di stupirci con la luce e il colore, con il pathos e con l’ironia. Mago del pennello, scenografo fuori dalle scene, maestro dell’illusione, Tiepolo ha lasciato a Milano spettacolari cicli di affreschi, da Palazzo Archinto a Palazzo Clerici e a Palazzo Casati Dugnani. In città, tuttavia, non si è mai vista una mostra a lui dedicata. Dal 30 ottobre al 21 marzo 2021 la rassegna realizzata da Intesa Sanpaolo in collaborazione con le Gallerie dell’Accademia di Venezia celebrerà la dimensione internazionale del grande pittore settecentesco: il lavoro alla corte di Dresda, gli straordinari “effetti speciali” del Palazzo di Würzburg, le decorazioni che con ostinata energia l’artista ormai anziano orchestrò per Carlo III a Madrid, dove si spense il 27 marzo del 1770. Gli spazi espositivi di Piazza Scala accoglieranno una quarantina di opere autografe del maestro, a confronto con altri big del suo tempo in un viaggio tra i più raffinati centri artistici dell’Europa settecentesca.
Curata da Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti con il coordinamento di Gianfranco Brunelli, Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa presenterà eccezionalmente insieme i dipinti mitologici giovanili e capolavori religiosi come il Martirio di San Bartolomeo, i grandi cicli di tele creati per i palazzi della nobiltà veneziana e affreschi raramente accessibili al pubblico, come quelli per la Basilica di Sant’Ambrogio e per Palazzo Gallarati Scotti di Milano. Da tempo staccate dalle loro sedi originarie, queste opere esemplificano due aspetti significativi dell'arte del Tiepolo: l’abilità di narrare gli episodi sacri con i toni epici di un pittore di storia e l’invenzione di stupefacenti spazi immaginari attraverso la materia aerea e impalpabile della luce. Un notevole campionario di disegni e bozzetti, inoltre, permetterà di spiare dietro le quinte di creazioni che ancora oggi lasciano gli spettatori a bocca aperta: dal Banchetto di Antonio e Cleopatra dipinto per il veneziano Palazzo Labia agli affreschi per la residenza del principe vescovo Carlo Filippo di Franconia a Würzburg, in Baviera... continua a leggere

dal sito web: www.ARTE.it

Cinque cose da sapere sulla Galleria dell'Accademia a Firenze

Francesca Grego

16/07/2020

al David di Michelangelo, ma la Galleria dell’Accademia è molto di più: una miniera di bellezza e di curiosità sul passato di Firenze, un’architettura storica che oltre a ospitare grandi capolavori ha visto nuova arte nascere e crescere a partire dalla sua fondazione nel XVIII secolo. Ecco cinque cose da sapere prima di visitare uno dei più amati musei fiorentini.
Dall’Illuminismo alla Restaurazione: una storia in crescendo.
La Galleria dell’Accademia nacque come un luogo di studio. Nel 1784 la storica Accademia di Belle Arti di Firenze fu rifondata sulla base delle idee dell’Illuminismo, trovando posto negli antichi edifici dell’Ospedale di San Matteo e del Convento di San Niccolò di Cafaggio. L’artefice della trasformazione, il granduca Pietro Leopoldo di Toscana, volle offrire agli studenti una raccolta di opere d’arte che favorisse l’osservazione diretta, l’imitazione dei più alti esempi della tradizione toscana e la conoscenza dei metodi dei maestri del passato. Per questo motivo nei reparti maschili del vecchio ospedale fu allestita una ricca collezione di riproduzioni in gesso, di disegni preparatori e modelli di vario tipo, mentre l’antica corsia delle donne ospitò la sezione di pittura. Con la soppressione di monasteri e istituzioni religiose ad opera del granduca e poi di Napoleone, la Galleria si arricchì di autentici capolavori, tra cui la Maestà di Cimabue, il Battesimo di Cristo di Leonardo e Verrocchio, la Primavera di Botticelli. Ma la stagione napoleonica non fu tutta rose e fiori: molte opere presero la via della Francia e non tutte furono recuperate dopo il Congresso di Vienna. Nel 1873 trovò casa al museo il David di Michelangelo: sarebbe presto diventato il simbolo della Galleria, che aprì le sue porte al pubblico vent’anni dopo... continua a leggere

dal sito web: www.critickets.it

15 sorprendenti curiosità riguardanti famose opere d'arte che devi assolutamente conoscere

musei e vedere dal vivo le più belle ed accattivanti opere d'arte?
Oggi vogliamo stupirti con queste 15 sorprendenti curiosità relative ad alcuni famosissimi capolavori:
1. La Gioconda.
Per molto tempo si è vociferato che uno dei dipinti più famosi di Leonardo da Vinci la Monna Lisa fosse in realtà un autoritratto dell’artista stesso. Attualmente la ricerca ha accertato che la donna ritratta è Lisa Gherardini, membro di una famosa famiglia fiorentina e moglie di un ricco mercante di seta. Probabilmente il padre di Leonardo conosceva la famiglia Gherardini e presumibilmente il dipinto fu da lui stesso commissionato.
2. L'ultima cena
Tutti la conoscono come tra le più famose opere di Leonardo da Vinci, presente nel convento di Santa Maria delle Grazie: L’ultima cena. Ma ciò che pochi sanno è che, in origine, venivano rappresentati anche i piedi di Gesù. Ma nel 1652, l’effettuazione di lavori nella sala in cui era presente l’innovativo dipinto parietale, comportò la sparizione irreparabile di tale dettaglio. Questa modifica fu resa necessaria al fine di realizzare una porta utile ai frati quale collegamento tra il refettorio e la cucina... continua a leggere

dal sito web: lavocedelpopolo.it

Opere d'arte. Non è solo un ritorno

di FEDERICO PELLEGRINI

18 giu 2020

spazialità originaria cessa di essere un mero oggetto artistico e rivela la sua capacità di ridare all’eredità culturale “carne e sangue”, cioè di riscoprire il suo significato nell’oggi delle persone
“Credo che il momento sia giunto: i musei statali compiano un atto di coraggio e restituiscano dipinti alle chiese per i quali furono originariamente creati”. Questa la proposta lanciata dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, nelle scorse settimane a margine della riapertura di Palazzo Pitti a Firenze. Non è la prima volta che Schmidt avanza l’ipotesi. “In tanti musei statali – è la sua testi – si trovano tavole, tele, pale ed altri dipinti ideati e realizzati per chiese o cappelle. E visto che l’Italia si distingue da altri Paesi per la diffusione del patrimonio dei beni culturali su tutto il territorio, una ricongiunzione storica – ove possibile – riporterà valore ad opere d’arte e luoghi”.... continua a leggere

dal sito web: exibart.comt

Le riaperture dei musei sono a rischio, l’allerta è arrivata dall’ICOM

di Elisa Pincini

9 GIUGNO 2020

rapporto ICOM: le riaperture dei musei sono a rischio in tutto il mondo. Il 13% ha chiuso definitivamente
I numeri riportati dall’UNESCO sono preoccupanti: secondo l’ultima indagine riportata dall’Organizzazione, circa il 90% dei musei di tutto il mondo è stato costretto alla chiusura temporanea a causa dell’emergenza sanitaria globale. Il Covid-19 non ha risparmiato nemmeno il mondo dell’arte e della cultura che ora sta attraversando un periodo di profonda crisi, dal quale, in questa Fase 2, sembra davvero difficile riemergere. Secondo il rapporto effettuato dall’UNESCO in collaborazione con l’ICOM – International Council of Museum sono state 85mila le istituzioni culturali costrette a chiudere temporaneamente le porte, si tratta di circa il 90% dei musei sparsi su tutta la superficie terrestre.
Il dato è sicuramente allarmante ma altri sono i numeri realmente spaventosi: 1600 musei internazionali (13%) hanno dichiarato la chiusura definitiva mentre quasi 2mila (19%) non sono certi della riapertura.... continua a leggere

 L'Urlo (1910?) di Edvard Munch (Munch Museum, Oslo)
dal sito web: focus.it

L'Urlo di Munch salvato dalla scienza

di MARGHERITA FRONTE

27 MAGGIO 2020

- L'Urlo, del pittore norvegese Edvard Munch - potrà tornare a essere fruibile dopo che per anni la necessità di preservarlo ha impedito di esporlo, se non in rare occasioni. Il merito è di un team internazionale guidato da Costanza Miliani, direttrice dell'Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr, secondo cui a minacciare la brillantezza dei colori è l'umidità, e non la luce, come si pensava finora.
Stando ai dati, pubblicati sulla rivista Science Advances, i pigmenti, e in particolare il giallo di cadmio, molto amato dall'artista, soffrono se l'umidità relativa supera il 45%, ma sono invece stabili in diverse condizioni di illuminazione. Per gli amanti dell'arte è un'ottima notizia, perché regolare l'umidità nelle sale in cui le opere sono esposte è piuttosto semplice, mentre schermare la luce può essere un problema.
LE ANALISI. Lo studio (condotto nell'ambito del progetto europeo Iperion-CH, sulla conservazione del patrimonio culturale) si è avvalso di un laboratorio portatile in grado di eseguire indagini spettroscopiche e di test con i raggi X, condotti al sincrotrone di Grenoble (Francia) su micro-frammenti prelevati dall'opera. I dati sono stati poi integrati con informazioni ottenute invecchiando artificialmente il contenuto di un tubetto di colore giallo cadmio, appartenuto all'artista. Il risultato e il metodo impiegato potranno essere utilizzati anche per capire e preservare i capolavori di altri autori, dato che il giallo cadmio è stato utilizzato da molti artisti dello stesso periodo, fra cui Vincent Van Gogh ed Henri Matisse.... continua a leggere

Il Museo di Santa Giulia a Brescia
dal sito web: ansa.it

A Brescia riapre il museo di Santa Giulia


o per lo meno da giovedì 21 maggio riaprono quelli che possono farlo in sicurezza: Santa Giulia e la Pinacoteca Tosio Martinengo, seppure con orari ridotti e numero di visitatori contingentato al massimo. Prima dell'apertura a Santa Giulia, a porte chiuse ma in diretta su Teletutto e sui canali social della fondazione Brescia Musei alle 18, si terrà un concerto tributo per le vittime del Covid.
Poi inizieranno le visite (gratuite ma con prenotazione obbligatoria) alle 18, 18.45, 19.30, 20.15 accompagnati dal personale del museo, con un numero massimo di 15 visitatori a turno. Stessi orari per la Pinacoteca. E lo stesso per il giorno seguente. Da sabato poi i biglietti saranno a pagamento (con prenotazione consigliata) e i due musei saranno aperti anche se con orario ridotto: giovedì e venerdì dalle ore 18 alle 22, partenza dell'ultima visita alle ore 20.15, e sabato, domenica e festivi dalle ore 10 alle 21.30, partenza ultima visita alle ore 19.45. Per prenotare si può telefonare al CUP (martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 16, telefono 030 2977833/34) o scrivere alla mail santagiulia@bresciamusei.com, o ancora utilizzare il sito della Fondazione www.bresciamusei.com... continua a leggere

Antonio Tagliaferri, Santa Maria del Carmine a Brescia con cupola di fantasia, acquarello su carta, Brescia, collezione privata
dal sito web: artebresciana

La cupola che non c'è


a Brescia non ha la cupola. Partiamo da questo assunto. La chiesa, nelle forme che oggi conosciamo, viene costruita a partire dal 1429 e sostanzialmente terminata a ridosso del 1500, in un lungo cantiere condotto a più riprese che non ha mai previsto una struttura del genere. A Santa Maria del Carmine, pertanto, non è mai esistita alcuna cupola, né ovviamente se ne riscontra una al giorno d'oggi, come si può vedere nella fotografia precedente, scattata dalle pendici del colle Cidneo. Ciò assodato, è curioso constatare la presenza di una cupola in un dipinto ottocentesco abbastanza noto nell'immaginario bresciano comune. Il quadro, che riporto di seguito, è un acquarello su carta di Antonio Tagliaferri (1835-1909), conservato in collezione privata bresciana. Alle spalle della facciata, dietro i pinnacoli in cotto, si vede chiaramente emergere una cupola strutturata alla maniera tipicamente bresciana o comunque lombarda, con un tamburo circolare finestrato e un tetto conoidale che converge in una lanterna. La finestra a bifora e la fascia di archetti gotici in cotto suggeriscono una presunta datazione della struttura coeva al resto della chiesa.... continua a leggere

dal sito web: ilsole24ore.com

Così la pandemia ha trasformato la fruizione di arte e cultura. E dopo?


scritto da Econopoly il 24 Aprile 2020

della malattia da coronavirus hanno ridisegnato la quotidianità di milioni di persone in poche settimane e il ruolo della tecnologia per migliorare la qualità delle giornate trascorse tra le mura domestiche appare senza dubbio fondamentale e dominante. La rivoluzione digitale di cui tutti beneficiamo ci permette in questo periodo di tenerci in contatto con familiari e amici, partecipare a conferenze di lavoro, seguire corsi per tenersi in forma, ordinare la spesa online e ampliare gli orizzonti in senso lato. Seppure non si possano programmare viaggi fisici, ci viene offerta la possibilità di goderci meravigliosi viaggi virtuali all’insegna dell’arte e della cultura, partendo dall’assunto che “La bellezza salverà il mondo”... continua a leggere

Venezia 1528
dal sito web: timemagazine.press/

Venezia nel 1576 privilegiò gli interessi economici alle misure sanitarie … e fu pandemia

la Repubblica era consapevole che gli alleati della Lega Santa non avrebbero mai consentito che raccogliesse i frutti della vittoria, in particolare Filippo II di Spagna mirava a indebolire la sua supremazia nell’Adriatico. Ogni ulteriore indugio stava favorendo la riorganizzazione della forza navale turca, perciò, nel 1573, Venezia firmò una pace separata con il sultano, rinunciando a Cipro e al Castello di Sopotò, sulla costa Albanese, purché fossero ripristinati i suoi domini in Dalmazia, si impegnò, inoltre, a versare 100.000 ducati l’anno per tre anni in cambio del libero commercio e del riconoscimento della sua sovranità sull’Adriatico da parte delle navi turche che vi sarebbero entrate disarmate sotto la protezione della Serenissima. Questa operazione le meritò l’epiteto di “concubina” del Turco, in realtà la Repubblica piuttosto che mantenere i territori conquistati con alti costi umani e finanziari aveva privilegiato accordi politicico-economici che le avrebbero consentito il controllo delle rotte commerciali e la crescita economica... continua a leggere

Pierfrancesco Mazzucchelli detto “il Morazzone” (1609-1616)
dal sito web: www.sacromontedivarallo.com/

Le 45 cappelle del Sacro Monte di Varallo.


una delle cappelle più ammirate di tutto il complesso. La cappella dell’ “Ecce Homo” costituisce l’esempio più nobile dell’alta qualità produttiva che andava sviluppandosi nel cantiere del XVII secolo, periodo nel quale si stava perfezionando compiutamente l’opera didattica e spirituale del Sacro Monte. Il periodo barocco darà felicemente modo a Giovanni Testori, noto “poeta” del Sacro Monte, di indicare come esso si configuri come un vero e proprio “Gran Teatro Montano .... continua a leggere


Caravaggio - coronazione di spine
dal sito web: www.glistatigenerali.com/

Stomer, ultima fiammata nordica del caravaggismo.

di Andrea Dusio

08/04/2020
post-caravaggesca dell’iconografia dell’ “Ecce Homo”, sino alla frequenza con cui due pittori genovesi, Gioacchino Assereto e Orazio De Ferrari, tornano su questo tema in maniera quasi ossessiva, abbiamo citato en passant una composizione controversa, documentata in più versioni tutte molto simili e qualitativamente di livello mediocre, in Sicilia ma anche ad Arenzano in Liguria, dov’è presente la redazione in cui alcuni storici dell’arte, tra cui Gianni Papi, continuano a voler vedere un autografo del Caravaggio. .... continua a leggere

Opere d'arte recuperate dai carabinieri
dal sito web: www.arte.it/

Furti, frodi e cataclismi: I documentari in TV sull'arte in pericolo.

di Eleonora Zamparutti

07/04/2020
proposte dei canali tv tematici dedicati all’arte tornano su temi di grande attualità, come l’emergenza e la salvaguardia del patrimonio artistico mondiale.
• “Klimt e il Terzo Reich” per la serie “Il Mistero dei Capolavori Perduti” su Sky Arte in streaming, giovedì 9 aprile alle ore 16.00 e in replica alle ore 22.15. Tra il 1901 e il 1907 Gustav Klimt dipinge una serie di tele che gli furono commissionate dall’Università di Vienna.... continua a leggere

Caravaggio - la cena di Emmaus
dal sito web: www.glistatigenerali.com/topic/arte/

Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio ma nato a Milano.

di Andrea Dusio

17/03/2020
è solo il luogo dove andare ad ascoltare concerti ricercati di musica antica: è qui che è stata fatta, in maniera del tutto casuale, la più importante scoperta documentale in merito alle vicende biografiche di Michelangelo Merisi, conosciuto come il Caravaggio, e dunque ritenuto a lungo non solo originario ma anche nativo della cittadina della bassa bergamasca, celebre ai suoi tempi per un poderoso santuario mariano edificato nella seconda parte del Cinquecento. Le fonti storiografiche che possediamo intorno alla vita di questo pittore, sono successive alla sua morte... continua a leggere

Vam Gogh trafugato
dal sito web: www.ilfattoquotidiano.it

Quadro di Van Gogh rubato nella notte da un museo in Olanda: vale fino a 6 milioni di euro, shock nel mondo dell’arte.

31/03/2020
di opere d’arte che hanno approfittato della chiusura per l’emergenza coronavirus del museo Singer Land, in Olanda, per trafugare nella notte il dipinto ‘Giardino della canonica a Nuenen in primavera‘, opera di Vincent Van Gogh. Il mondo dell’arte è scioccato. Il furto – stando a quanto riferiscono i media olandesi – si è verificato alle 3.15 del mattino. Una porta a vetri del museo, nel centro del paese, è stata sfondata, ma gli agenti sono intervenuti solo dopo che l’allarme antifurto è scattato. Ed una volta giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il furto. Un regalo di compleanno amaro per Van Gogh nato proprio il 30 marzo, del lontano 1853... continua a leggere

Raffaelllo
dal sito web: www.arte.it

Raffaello alle Scuderie dietro le quinte della mostra invisibile.

Piero Muscarà
22/03/2020
pubblicano un video per raccontare il dietro le quinte della mostra Raffaello 1520 - 1483. La mostra che è stata aperta al pubblico, con accessi contingentati solo per una settimana a causa dell'emergenza sanitaria in Italia per il coronavirus, rimane in attesa di .....continua a leggere

Il Cenacolo
dal sito web: www.artemagazine.it

Il cenacolo vinciano: un video racconta gli interventi dei tecnici.

Maria Grazia Filippi
23/03/2020
lavori ora in corso a Santa Maria delle Grazie, e in particolare le indagini diagnostiche con tecnica a luce radente sui due dipinti presenti nell’ambiente: l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci e la Crocefissione di Donato Montorfano .....continua a leggere

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Forest

Il mito dei gladiatori.
da ArteMagazine.it


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