NOTE SULL'ARTE

scritte dal dott. Giuseppe Frascaroli

Claude Joseph Vernet - Disegnatori davanti a una cascata ai piedi del Tivoli

14/08/2022 - nota n° 204
laude Joseph Vernet (Avignone, 1714 – Parigi, 1789) è stato un pittore e incisore considerato il principale paesaggista francese del tardo Settecento, insieme ad Hubert Robert. Ha raggiunto grande celebrità con i suoi dipinti topografici e paesaggi sereni. Fu anche uno dei pittori più abili del secolo nelle opere con scene con tempeste e al chiaro di luna. Formatosi con suo padre, Antoine, e con il pittore di storia Philippe Sauvan, trascorse gli anni dal 1734 al 1752 a Roma, dove studiò i paesaggi classici nella tradizione di Claude e Gaspard Dughet, nonché i dipinti drammatici di Salvator Rosa. A Roma fu influenzato dal pittore romano contemporaneo Giovanni Paolo Panini. Aveva molti committenti e ammiratori inglesi a Roma, tra cui il pittore gallese Richard Wilson, che si pensa Vernet abbia incoraggiato nella pittura di paesaggio. ... CONTINUA
Vernet, nelle sue ricerche sul paesaggio, presenta sovente la raffigurazione del mare e degli alberi come protagonisti, a volte senza la presenza dell’uomo, altre volte inserendo piccole figure umane che, secondo i dettami del Romanticismo, hanno lo scopo di contemplare la solennità della natura sentendone quasi il sussurro e il brusio, riflettendo sul proprio destino, sui valori assoluti e più alti dell’umanità.
In alcuni dipinti gli alberi isolati o raccolti in piccole boscaglie, come in questo paesaggio da me esaminato: “Disegnatori davanti a una cascata ai piedi del Tivoli”, un olio su tela realizzato nella seconda metà del Settecento, assumono un’essenzialità all’interno della composizione che, come spesso accade nella sua ricerca pittorica, acquisisce una doppia valenza espressiva. Se da una parte l’accurata analisi del paesaggio produce la formulazione di un vocabolario linguistico le cui manifestazioni sono rappresentate dai motivi pittorici degli alberi e degli arbusti, dall’altra, il paesaggio si pone come modello paradigmatico della trasposizione, sul piano delle analogie figurative, della sensibilità e dei sentimenti del pittore.
Quest’opera rappresenta un ampio paesaggio verdeggiante, con colline rocciose al cui vertice si notano un gruppo di case, verosimilmente appartenenti all’abitato di Tivoli, e un laghetto con cascatelle sulle cui sponde sono raffigurate alcune persone che contemplano il panorama, mentre altre sono impegnati a dipingere l’incanto della natura. Sembra di percepire il rumore delle cateratte che rompono l’incantesimo di una mattina intensa e solare. In questa meravigliosa opera Vernet presta attenzione agli effetti della luce con rapide e frammentate pennellate stese sulla tela, che traduce l’elemento naturale in una rappresentazione pervasa da un profondo pathos.
L’opera seduce per l’amalgama e la coesione dei cromatismi degli alberi, del cielo, delle rocce, dell’acqua che scende a cascata; affascina per la visione serena dell’ambiente naturale, per la luce che tutto pervade, ma anche perché riesce a rendere l’effetto della brezza che leggermente percuote la vegetazione, con una vibrante pennellata.




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