NOTE SULL'ARTE

scritte dal dott. Giuseppe Frascaroli

Jacques-Louis David - Il giuramento degli Orazi - Musée del Louvre, Parigi

30/08/2026 - nota n° 395
Jacques-Louis David (Parigi, 30 agosto 1748 – Bruxelles, 29 dicembre 1825) rappresenta la fase "prerivoluzionaria e rivoluzionaria" del Neoclassicismo, benché si sia adattato anche fase dello stile Impero. Mentre altri artisti contemporanei a David, come Mengs o Canova esprimono l’ideale estetico della loro epoca, fondato sulle teorie di Johann Joachim Winckelmann, David esprime quello etico: l'uomo eroe, che assume in sé l’impegno di liberare la patria, con la sicurezza che gli proviene dalla coscienza della propria dignità umana e del dovere. (Si veda anche in Note sull’Arte “Napoleone attraversa le Alpi al Gran San Bernardo” alla nota 338 del 31/08/2024 e il “Ritratto del conte Stanislaw Potocki” del 31/08/2025 - nota 371 ).
Il "Giuramento degli Orazi", dipinto da Jacques-Louis David per Luigi XVI, è un monumentale olio su tela (330 x 425 cm).
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Ottenne un successo immediato nell'atelier romano a casa Costanzi, venendo acclamato come «il più bel quadro del secolo». Il Tratto da fonti antiche, il tema narra dei tre fratelli Orazi scelti da Roma per sfidare i Curiazi di Alba Longa. I gemelli giurano di vincere o morire per la patria mentre ricevono le spade dal padre. L'opera richiama i bassorilievi antichi e il Rinascimento, intercettando il rigore morale e la spartana semplicità della Repubblica romana sentiti dai francesi dell'epoca. Non nacque con messaggi rivoluzionari (come confermato da David nel 1789), ma la Rivoluzione se ne impossessò come manifesto di fede repubblicana. La scena ha una rigorosa solidità geometrica basata sulla prospettiva centrale. Lo sfondo è diviso in tre riquadri scanditi da tre archi a tutto sesto, che organizzano i personaggi: a sinistra i tre fratelli Orazi, raffigurati di profilo come un corpo solo, mostrano determinazione e fermezza con gambe divaricate e braccia protese. Al centro: il padre solenne solleva la mano destra invocando gli dei e stringe con la sinistra le tre spade. Rappresenta la superiorità del dovere patriottico, conscio del dramma familiare imminente. A destra: le donne, prostrate dal dolore ma composte. Camilla (legata a un curiazio) poggia la testa su Sabina (sorella di un curiazio e moglie di un orazio). In penombra, la madre degli Orazi conforta i nipotini intimoriti. Il dipinto vive sul contrasto e sull'esaltazione dell'eroismo. Il pianto delle donne non si disperde in urla teatrali, ma si fa silenzio profondo, custodito e solenne come la pietra antica. È un dolore sordo e composto che segue la via dello stoicismo, una penombra emotiva che si scontra e si fonde con la fiera tempesta dei guerrieri. Lì, dove gli uomini tendono i muscoli e la volontà, la tela si irrigidisce in linee verticali e geometriche: lance e spade che tagliano l’aria come fulmini di pura determinazione. Questo eroismo fiero e vibrante rigetta l'artificio, spezzando con la sua nuda verità la mollezza cortigiana e i vezzi profumati del Settecento aristocratico. La tavolozza si muove con discrezione, quasi a non voler disturbare la sacralità dell'istante, finché non esplode nel rosso pompeiano delle vesti, un incendio cromatico che brucia dello stesso ardore dei loro ideali. E su tutto posa lo sguardo una luce fredda e tagliente, una lama tesa che scende dall'alto e accarezza il metallo degli elmi, facendolo vibrare. Quel raggio trasforma la carne in marmo e i corpi in statue, donando a ogni figura un rilievo plastico che sembra scolpito non dal pennello, ma dal destino stesso.
© Giuseppe Frascaroli

ARTE - ARCHIVI

Ghenos, software di digitalizzazione archivi

Ghenos e gli Stati d'Anime

Tra gli archivi oggi disponibili per la consultazione, i più interessanti, cioè quelli che danno i maggiori risultati positivi, sono gli Archivi Parrocchiali, ed in special modo i Registri Parrocchiali. Grazie a quest’ultimi, nella storia dell’arte, possiamo arrivare ad identificare anche la presenza di artisti che hanno operato o vissuto in una data località. Un esempio interessante ci viene fornito dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Roma. Se avete modo di leggerlo, su internet si trova anche una sintesi in pdf, scoprirete l’importanza che hanno gli Stati d’Anime. Il titolo del libro è “Alla ricerca di ‘Ghiongrat’, studi sui libri parrocchiali romani (1600-1630) a cura di Rossella Vodret. Dopo un interessante ed eloquente spiegazione di cosa sono gli Stati d’anime. “Gli Stati delle Anime sono registri di natura religiosa contenenti i nomi, i cognomi, le età, le provenienze e le professioni dei residenti nelle circoscrizioni parrocchiali.
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Compilati dai parroci con cadenza annuale sono a tutti gli effetti documenti ecclesiastici, ma per le informazioni che forniscono e per come sono strutturati, costituiscono le principali fonti disponibili per ricostruire la storia delle popolazioni e sono utili anche per la storia urbanistica, per la storia sociale ed economica, per la storia dell’architettura e dell’arte. Il lavoro di ricerca che lo studio ha effettuato, dopo dieci anni, ha potuto documentare tutti gli artisti che nel periodo sottoposto ad analisi hanno vissuto a Roma portando il loro contributo alla crescita culturale della città.
A nostro parere, pur essendo stato un dettagliato ed intenso lavoro di analisi, nonché di lettura dei registri, porta ad una riflessione che potrebbe mettere in discussione l’interesse degli storici a questo tipo di ricerca. L’uso frequente della consultazione degli archivi, porta inesorabilmente ad una inevitabile usura dei registri stessi. Meglio sarebbe digitalizzare i registri affinché possano essere successivamente consultabili da chiunque voglia intraprendere delle ricerche.
Ghenos, il software per la digitalizzazione degli archivi parrocchiali, è stato realizzato proprio per evitare le continue consultazioni a contatto con i registri cartacei. È una soluzione validissima che consente di effettuare ricerche approfondite senza doverli sfogliare. Con questo software non ci si limita ad inserire indici per visualizzare le pagine dei registri, ma, con un buon gruppo di lavoro, vengono inseriti tutti i dati dei fedeli che i parroci nel tempo hanno scritto sui registri sacramentali. Possiamo quindi trovare con facilità ogni individuo, la sua genealogia e le varie annotazioni che lo riguardano. Gli Stati d’anime diventano con Ghenos i registri cardine della ricostruzione genealogica, e da qui, anche in futuro, chiunque potrebbe trarre informazioni utili alle sue ricerche.
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