gli artisti nati nel giorno



Gian Carlo Riccardi (Frosinone, 21 ottobre 1933 – Frosinone, 7 febbraio 2015)   

(79 immagini, 9,02 MB)

(il patrimonio artistico è ricco di opere d'arte quasi sempre sconosciute.)

immagini dal Web e da: Wikipedia Commons    e    Gian Carlo Riccardi

biografia su Wikipedia


ARTISTI DEL '900
dal dott. Francesco Spilabotte

Biografia di Gian Carlo Riccardi

Gian Carlo Riccardi (Frosinone 1933 - Frosinone 2015) è stato un pittore, regista teatrale, scultore e scrittore italiano. Definito “artista multimediale” dal critico d’arte Enrico Crispolti, ha lavorato in diversi campi dell’arte dimostrando una versatilità nei ruoli da egli ricoperti (pittore, scenografo, regista, attore, performer, scrittore…). Tutto questo fa’ di Riccardi un artista multimediale, operante in differenti campi ed un artista tout court, non assimilabile ad alcuna corrente, ad alcun movimento.
La sperimentazione artistica di Riccardi comincia precocemente, dimostrando di possedere spiccate doti artistiche sin da bambino, arrivando a riprodurre immagini da riviste satiriche e giornali come La Domenica del Corriere e Passa il giro, strisce e caricature politiche.
Dopo aver conseguito la maturità classica, nel 1961 Riccardi si diploma con lode in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma di via Ripetta e dopo qualche anno in Regia Teatrale e Cinematografica presso il Centro Sperimentale di Roma. Sempre nel 1961 Riccardi fonda il Teatro Club nel centro storico di Frosinone, un piccolo teatro dove mette in scena molti spettacoli teatrali d’avanguardia ripresentati in diverse città d’Italia e all’estero. L’anno successivo sposa Regina Balducci dalla quale ha tre figli: Lucilla, Francesco e Simone.
Gian Carlo Riccardi fa’ parte dell’Avanguardia Teatrale Romana collaborando con Carmelo Bene, Memè Perlini, Mario Ricci, Pino Pascali, Nino De Tollis e Filippo Torriero. Nel 1967, grazie alla collaborazione di Gian Carlo Riccardi con Giancarlo Nanni, Manuela Kustermann, Giuliano Vasilicò, Pippo Di Marca e Valentino Orfeo nasce il Teatro La Fede, sede del Gruppo Space Re(v)action sulla Via Portuense di Roma.
Il teatro di Gian Carlo Riccardi è costituito da materiali poveri, ridotto all’ “essenziale” e basato su una gestualità cadenzata, lenta, in grado di rilevare la mediocrità, la ripetizione e la monotonia del quotidiano. Mediante l’uso di simboli e immagini, Gian Carlo Riccardi ricerca e ricostruisce un mondo utopico. Il “Teatro dell’immagine” di Riccardi si contrappone al tradizionale “Teatro della parola”. Esso è fondato su un rituale di gesti mediante i quali gli attori coinvolgono il pubblico nell’evento all’interno del quale il regista sottolinea, con un linguaggio poetico, la trasformazione, la disumanizzazione e l’ipocrisia dell’individuo. Tra gli anni ’70 e ’80 frequenta artisti e scrittori come Achille Bonito Oliva, Alberto Moravia, Cesare Zavattini e Libero De Libero. I contenuti fondamentali delle opere pittoriche e grafiche di Gian Carlo Riccardi sono legate al tema dell’infanzia, della memoria, del grottesco, dell’ironia e del doppio. Tra gli anni ’60 e ’70 le sue opere sono dominate da Amanti (coppie di innamorati), Fratini (disegni umoristici di frati, angeli e diavoletti) e Clown (figure grottesche e inquietanti).
Gian Carlo Riccardi realizza la sua prima installazione nel 1972, in occasione dell’Expo CT 72 a Milano. Riccardi ha operato spesso mediante l’utilizzo di materie povere (carta, plexiglass, legno e ferro). Risalgono agli anni ’80 le cosiddette “Stanze”, delle installazioni che rievocano la memoria, il passato e l’infanzia personale e collettiva. Queste opere sono state realizzate attraverso pareti colorate secondo motivi astratti, frammenti di legno e oggetti di uso comune. Sono esempi di opere site specific in grado di creare un dialogo partecipativo con l’osservatore.
Negli anni ’80 e ’90 la pittura di Riccardi è caratterizzata da un forte astrattismo realizzato attraverso il recupero e l’assemblaggio di materiali diversi. Le opere pittoriche sono realizzate tramite la tecnica del ready-made e del collage. I suoi lavori sono stati esposti presso personali e collettive in Italia e all’estero come il Palazzo delle Esposizioni di Roma (1968), la Galleria Cecchini di Perugia (1977), la Rassegna ArtExpo di Ginevra (1984), la British Art Fair in the city di Londra (1985), l’Associazione culturale dei Magazzini Generali di Roma (1987), il Centre International D’art Contemporain collettiva del Salons des Nations di Parigi (1988), la Kodama Gallery di Osaka in Giappone (1993), la Fundació Antoni Tàpies di Barcellona (1999) e la Biennale d’Arte Visiva Contemporanea di Frosinone, presso il Palazzo della Provincia di Frosinone (2012).
Gian Carlo Riccardi negli ultimi lavori degli anni 2000 sembra recuperare il tempo dell’infanzia. Da ciò deriva l’esigenza di recuperare un vocabolario artistico elementare all’interno del quale le immagini, tuttavia, sono scandite con precisione. Si giunge così ad un prodotto originale, nel quale emerge, attraverso i disegni, un ritorno alla fanciullezza ed all’innocenza. Gian Carlo Riccardi, autore di testi poetici e in prosa muore a 81 anni nella sua città natale. Di lui si sono occupati e hanno scritto critici e scrittori come Angelo Maria Ripellino, Elio Pagliarani, Filiberto Menna, Vito Riviello, Mario Lunetta, Giovanni Gigliozzi e André Pieyre de Mandiargues.

Gian Carlo Riccardi-1-Combustione n. 3, 1990, tecnica mista su tela, 60x80, Arpino, Fondazione Umberto Mastroianni

Gian Carlo Riccardi-2-David, 1993, Collage e acrilico su tela, 44x54

Gian Carlo Riccardi-3-Frammenti, 1980, Collage e acrilico su tela, 60x70

Gian Carlo Riccardi-4-Senza Titolo, 1972-1976 ca., Inchiostro su carta, 40x50

Gian Carlo Riccardi-5-G. C. Riccardi, Senza titolo, 2007, Acrilico su tela, 87x62

Gian Carlo Riccardi-6-Fratini, 1956

Gian Carlo Riccardi-7-La stanza dei miracoli, Frosinone, via M. Mastroianni

Gian Carlo Riccardi-8-La stanza delle meraviglie, 1989, Arpino

Gian Carlo Riccardi-9-Senza Titolo, 1972-1976 ca.

Gian Carlo Riccardi-10-Senza titolo, 2007

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