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I SANTI DEL GIORNO: 16 agosto, San Rocco (Montpellier, 1345/1350 – Voghera, 16 agosto 1376/1379)

San Rocco (Montpellier, 1345/1350 – Voghera, 16 agosto 1376/1379)

ALCUNI DIPINTI SU SAN ROCCO


San Rocco e l'angelo - 1545 - Szépmûvészeti Múzeum, Budapest


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Alessandro Bonvicino, detto il Moretto (Rovato, 1498 circa – tra il 9 novembre ed il 22 dicembre 1554)


Alessandro Bonvicino, detto il Moretto (Rovato, 1498 circa – tra il 9 novembre ed il 22 dicembre 1554), è stato un pittore italiano. Viene considerato uno dei tre grandi maestri del primo Rinascimento bresciano, assieme al Romanino e al Savoldo.
Figlio d'arte, il padre Pietro, figlio di Moretto, e il fratello Alessandro, erano entrambi pittori, ma di scarsa qualità. La famiglia era originaria di Ardesio in provincia di Bergamo, spostatasi a Brescia nei primi anni del XV secolo.
La sua formazione si svolse a Brescia, sull'esempio dell'anziano Vincenzo Foppa, ma aprendosi ai nuovi influssi veneti, rappresentati dal Lotto e da Tiziano. Secondo la datazione proposta dal Ballarin nel 1511 circa esegue la lunetta con l'"Incoronazione della Vergine con Santi e donatori", in San Giovanni Evangelista (Brescia). Nel 1514 l'artista eseguì la decorazione, oggi perduta, per una cappella nella chiesa del monastero di Santa Croce a Brescia con Storie della Maddalena.
Di questo stesso periodo sono anche una serie di dipinti di intenso ascendente veneto, fra questi: il Cristo con gli animali del Metropolitan Museum di New York, Cristo benedice il Battista della National Gallery di Londra e la Madonna in trono col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Girolamo dell'High Museum of Art di Atlanta. Successivamente collaborò con Floriano Ferramola alla realizzazione delle ante d'organo del duomo vecchio di Brescia, realizzando la parte interna con i Santi Faustino e Giovita, concluse nel 1518 e oggi conservate nella basilica di Santa Maria in Valvendra a Lovere.
Nel 1518 eseguì il Cristo con la croce e un devoto dell'Accademia Carrara di Bergamo, ed entro il 1520, compì un viaggio nel Veneto. Tornato a Brescia, nel 1520 dipinge lo stendardo delle Sante Croci, oggi nella Pinacoteca Tosio Martinengo.
Del 1521 è il contratto per la decorazione della cappella del Sacramento in San Giovanni Evangelista di Brescia, che affidava la decorazione della parete sinistra al Romanino e quella destra al Moretto, prevedendo la conclusione dei lavori entro il 1524: tale data è stata a lungo accettata dalla critica, finché sulla base dell'analisi stilistica è stata proposta una diversa datazione, compresa negli anni '20 per i dodici profeti nei sottarchi ed i dipinti dei lunettoni, cioè la Messa di San Gregorio del Romanino a sinistra e l'Ultima Cena del Moretto di fronte; mentre le tavole della parte inferiore della cappella, apparterrebbero ad una seconda campagna decorativa, completata nel corso degli anni '40, come appare dall'influenza della cultura del Manierismo, particolarmente evidente nell'affollata scena del Miracolo della Manna del Moretto, che rinuncia all'ordine prospettico rinascimentale. Nella vicina scena con Tobiolo e l'angelo, oltre ai richiami lotteschi, nello sfondo sono evidenti influssi della pittura fiamminga. ...


Rocco di Montpellier, universalmente noto come san Rocco (Montpellier, 1345/1350 – Voghera, notte tra il 15 e il 16 agosto 1376/1379), è stato un pellegrino e taumaturgo francese, venerato come santo dalla Chiesa cattolica ed è patrono di numerose città e paesi. È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste, e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa. Il suo patronato si è progressivamente esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e malattie gravissime; in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato. Con il passare dei secoli è divenuto uno dei santi più conosciuti nel continente europeo e oltreoceano, ma è rimasto anche uno dei più misteriosi.
Tutte le antiche fonti scritte concordano sul fatto che Rocco sia nato da una famiglia agiata di Montpellier, in Francia, probabilmente i Delacroix che erano tra i maggiorenti cittadini e consoli della città. I genitori, Jean e Libère, erano avanti con gli anni e oramai avevano perso la speranza di avere un figlio. Pertanto la nascita di Rocco venne presa come una grazia ricevuta e per questo l'evento fu molto festeggiato, anche in funzione del fatto che veniva data una discendenza al casato. Il battesimo di Rocco avvenne nel santuario cittadino di Notre-Dame des Tables.
Ricevette un'educazione fortemente cristiana da parte della madre, che lo indirizzò verso una profonda devozione alla vergine Maria e che lo spinse sin dalla nascita a diventare un "servo di Cristo", ossia a seguire Gesù nelle sofferenze terrene prima di accedere alla gloria celeste, come si può notare dalla croce rossa marchiata sul suo petto come simbolo di vocazione eterna. Il suo sentimento religioso, i suoi comportamenti abituali (consolare il pianto dell'orfano, prestare assistenza all'infermo, dare da mangiare all'affamato), il suo carattere amabile nonostante le sue ricche origini, ricordavano a distanza di un secolo Francesco d'Assisi a cui Rocco era devoto. A queste qualità d'animo si univano le doti della mente grazie alla formazione sino all'età di vent'anni presso l'università di Montpellier. Più o meno ventenne, gli vennero a mancare a breve distanza l'uno dell'altro i genitori e, successivamente a questi eventi, distribuì ai poveri i suoi averi e s'incamminò per voto in pellegrinaggio verso Roma con l'abbigliamento tipico dei pellegrini dell'epoca. .. CONTINUA SU WIKIPEDIA




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