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Alessandro Bonvicino, detto il Moretto (Rovato, 1498 circa – tra il 9 novembre ed il 22 dicembre 1554)
Alessandro Bonvicino, detto il Moretto (Rovato, 1498 circa – tra il 9 novembre ed il 22 dicembre 1554), è stato un pittore italiano. Viene considerato uno dei tre grandi maestri del primo Rinascimento bresciano, assieme al Romanino e al Savoldo.
Figlio d'arte, il padre Pietro, figlio di Moretto, e il fratello Alessandro, erano entrambi pittori, ma di scarsa qualità. La famiglia era originaria di Ardesio in provincia di Bergamo, spostatasi a Brescia nei primi anni del XV secolo.
La sua formazione si svolse a Brescia, sull'esempio dell'anziano Vincenzo Foppa, ma aprendosi ai nuovi influssi veneti, rappresentati dal Lotto e da Tiziano. Secondo la datazione proposta dal Ballarin nel 1511 circa esegue la lunetta con l'"Incoronazione della Vergine con Santi e donatori", in San Giovanni Evangelista (Brescia). Nel 1514 l'artista eseguì la decorazione, oggi perduta, per una cappella nella chiesa del monastero di Santa Croce a Brescia con Storie della Maddalena.
Di questo stesso periodo sono anche una serie di dipinti di intenso ascendente veneto, fra questi: il Cristo con gli animali del Metropolitan Museum di New York, Cristo benedice il Battista della National Gallery di Londra e la Madonna in trono col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Girolamo dell'High Museum of Art di Atlanta. Successivamente collaborò con Floriano Ferramola alla realizzazione delle ante d'organo del duomo vecchio di Brescia, realizzando la parte interna con i Santi Faustino e Giovita, concluse nel 1518 e oggi conservate nella basilica di Santa Maria in Valvendra a Lovere.
Nel 1518 eseguì il Cristo con la croce e un devoto dell'Accademia Carrara di Bergamo, ed entro il 1520, compì un viaggio nel Veneto. Tornato a Brescia, nel 1520 dipinge lo stendardo delle Sante Croci, oggi nella Pinacoteca Tosio Martinengo.
Del 1521 è il contratto per la decorazione della cappella del Sacramento in San Giovanni Evangelista di Brescia, che affidava la decorazione della parete sinistra al Romanino e quella destra al Moretto, prevedendo la conclusione dei lavori entro il 1524: tale data è stata a lungo accettata dalla critica, finché sulla base dell'analisi stilistica è stata proposta una diversa datazione, compresa negli anni '20 per i dodici profeti nei sottarchi ed i dipinti dei lunettoni, cioè la Messa di San Gregorio del Romanino a sinistra e l'Ultima Cena del Moretto di fronte; mentre le tavole della parte inferiore della cappella, apparterrebbero ad una seconda campagna decorativa, completata nel corso degli anni '40, come appare dall'influenza della cultura del Manierismo, particolarmente evidente nell'affollata scena del Miracolo della Manna del Moretto, che rinuncia all'ordine prospettico rinascimentale. Nella vicina scena con Tobiolo e l'angelo, oltre ai richiami lotteschi, nello sfondo sono evidenti influssi della pittura fiamminga. ...