Chiara da Montefalco (Montefalco, 1268 – Montefalco, 17 agosto 1308) è stata una religiosa italiana. Nel 1881 è stata canonizzata da papa Leone XIII, già vescovo di Perugia.
Nacque da Damiano e Iacopa in una zona vicina al Castellare in prossimità della chiesa di San Giovanni Battista (concessa nel 1275 dal comune agli agostiniani e da questi ricostruita e dedicata a sant'Agostino) a Montefalco, una piccola cittadina umbra che domina la valle spoletana. Chiara aveva una sorella e un fratello maggiori, Giovanna e Francesco. Giovanna fondò, con l'aiuto economico del padre, il reclusorio di San Leonardo, di cui diventò la prima rettrice; le donne lì si ritiravano vivendo in reclusione e pregando, ispirandosi alla regola (ancora non pienamente riconosciuta al tempo) di Francesco d'Assisi.
La piccola Chiara restò segnata dall'esempio che la famiglia le propose e, all'età di sei anni, entrò nel reclusorio di Giovanna intitolato a San Leonardo, dove trascorse i successivi sette anni.
Cresciuta la comunità, Giovanna e le donne del reclusorio si trasferirono sul colle di Santa Caterina del Bottaccio, non lontano dal luogo più antico, in un edificio ancora incompleto. Ma il nuovo insediamento, che sottintendeva la costruzione di un vero e proprio monastero, non venne accolto pacificamente in città. Affiancandosi ad altri tre conventi più antichi, uno francescano, un secondo agostiniano e un altro benedettino, il reclusorio di Giovanna venne ritenuto dannoso per Montefalco, perché andava ad aggiungersi alle altre comunità che già vivevano di elemosina, e quindi si tentò di convincere le donne a desistere dai loro progetti. Nel 1290 Giovanna chiese al vescovo di Spoleto di facilitare l'istituzionalizzazione della comunità, in seguito a cui verrà introdotta la regola di sant'Agostino, la quale, al contrario di quella francescana, era pienamente riconosciuta. Con il nuovo monastero della Santa Croce e di Santa Caterina d'Alessandria, vennero a fondersi i due momenti della storia di queste religiose: quello della vocazione eremitica, rappresentato dall'esperienza del reclusorio, con l'altro della regola monastica; Giovanna ne diventò badessa, rimanendo l'insediamento sotto la diretta giurisdizione del vescovo...
CONTINUA SU WIKIPEDIA