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I SANTI DEL GIORNO: 25 agosto, San Giuseppe Calasanzio (Peralta del Sal, 9 agosto 1557 – Roma, 25 agosto 1648)

San Giuseppe Calasanzio (Peralta del Sal, 9 agosto 1557 – Roma, 25 agosto 1648)



La comunione di san Giuseppe Calasanzio


La comunione di san Giuseppe Calasanzio


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Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828)


Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828) è stato un pittore e incisore spagnolo.
Francisco de Goya y Lucientes nacque il 30 marzo del 1746 a Fuendetodos, una desolata cittadina rurale nei pressi di Saragozza (nell'Aragona), presso la quale i genitori si erano insediati in quel periodo per motivi ignoti. Il padre, José Benito de Goya Franque, era un maestro doratore di origini basche (gli avi paterni del pittore erano, infatti, originari di Zerain) e si segnalava soprattutto per i suoi lavori per la basilica di Nostra Signora del Pilar; la madre, Gracia de Lucientes y Salvador, apparteneva invece ad una famiglia decaduta della piccola nobiltà aragonese. Da quest'unione, legittimata nel 1736 con le nozze, Francisco Goya nacque come quartogenito: suoi fratelli erano Rita (n. 1737), Tomás (n. 1739), destinato a seguire le orme paterne, Jacinta (n. 1743), Mariano (n. 1750) e Camilo (n. 1753).
Nel 1749 la famiglia Goya y Lucientes si trasferì per motivi di lavoro a Saragozza, dove qualche anno prima aveva comprato una casa. Qui il giovane Francisco poté frequentare gratuitamente il collegio delle Scuole Pie dei Padri scolopi, compiendo un iter scolastico abbastanza regolare ma non particolarmente brillante: malgrado potesse leggere, scrivere e contare senza troppe difficoltà, il giovane Goya sembrava «non interessarsi affatto alle questioni teologiche e filosofiche, tanto che anche la sua carriera di pittore fu senza pretese: Goya non era affatto un teorico d'arte», per dirla con le parole di Robert Hughes. Fu proprio nel collegio, tuttavia, che Goya conobbe Martín Zapater, con il quale stabilì un rapporto di reciproca stima e di amicizia destinato a perdurare profondamente, come ci è testimoniato dalla fitta corrispondenza epistolare che li tenne legati per lungo tutto l'arco della loro vita.
Nel frattempo il giovane Goya manifestò una precoce vocazione per il disegno e per la pittura. Il padre, intuendone le inclinazioni e le potenzialità, allocò il figliolo presso la bottega del pittore locale José Luzán y Martínez, condiscepolo del Solimena ed emulo di Luca Giordano e Pietro da Cortona, dal quale trasse «una grande facilità di mano, una grande rapidità di esecuzione e un certo gusto per la decorazione e per l'armonia del colore» (Pietro D'Achiardi). Nell'atelier del Luzán, uomo attento e coscienzioso verso gli allievi, Goya trovò molti compagni (fra cui Francisco Bayeu) e compì grandi e rapidi progressi, apprendendo i rudimenti del disegno e copiando le stampe dei maestri del rinascimento e del barocco italiano...


Giuseppe Calasanzio, in spagnolo José de Calasanz, da lui mutato in Giuseppe della Madre di Dio (Peralta del Sal, 9 agosto 1557[1] – Roma, 25 agosto 1648), è stato il fondatore dei chierici regolari poveri della Madre di Dio delle scuole pie (detti "scolopi" o "piaristi") ed è stato proclamato santo da papa Clemente XIII nel 1767.
Giuseppe nacque a Peralta de Calasanz, un piccolo paese dell'Aragona (Spagna), da famiglia nobile ricca.[2] Il padre faceva il fabbro ferraio. Effettivamente, i suoi antenati appartenevano alla nobiltà e la casata aveva goduto in altri tempi di maggiore agiatezza e perfino di un certo splendore; tuttavia il padre Don Pedro non era certo povero, considerato che possedeva casa, terreni e l'officina e la stessa sua posizione di prima autorità del paese dimostra una posizione economica abbastanza comoda.
A quattordici anni manifestò l'intenzione di farsi sacerdote; fu ordinato nel 1583.
Giunse a Roma nel 1592 e venne nominato Teologo e precettore dei nipoti del cardinale Marco Antonio Colonna.
Nel 1596 si iscrisse alla Confraternita dei Santi Apostoli. Nel mese di maggio cominciò le visite ai rioni di Roma, portando aiuto ai poveri. Un giorno, mentre passava in una piazza, fu colpito in modo insolito dallo spettacolo di una turba di sudici e malvestiti ragazzi che giocavano tra grida scomposte, atti sconci, litigi e bestemmie. Di colpo comprese qual era la missione per la quale era giunto a Roma dalla sua patria lontana: la scuola. Così, in un ambiente di ristrettezze e povertà, sul finire dell'autunno dell'anno 1597, in due povere stanze attigue alla sagrestia e messegli a disposizione dal parroco Don Brendani della chiesa di Santa Dorotea in Trastevere, aprì "la prima scuola popolare gratuita in Europa", come riconobbe anche Ludwig von Pastor, che nella sua monumentale opera Storia dei Papi scrisse: «...ebbe origine la prima scuola popolare gratuita d'Europa.» E lì, in tempi in cui l'istruzione era privilegio delle classi più abbienti, sviluppò il suo progetto della scuola come strumento di promozione umana e salvezza educativa per i ragazzi di strada (metodo preventivo, attinto da san Filippo Neri). Nel 1602 fondò la "Congregazione secolare delle Scuole Pie". .. CONTINUA SU WIKIPEDIA




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