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I SANTI DEL GIORNO: 7 agosto, Santi Sisto II, papa, e compagni, martiri

Santi Sisto II, papa, e compagni, martiri





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Enrico Albrici (Vilminore di Scalve, 19 novembre 1714 – Bergamo, 1773)


Enrico Albrici (Vilminore di Scalve, 19 novembre 1714 – Bergamo, 1773) è stato un pittore italiano.
Enrico Albrici (ma il cognome del pittore è spesso modificato: Alberici, Albricci, Albrizzi; e anche il nome in Arrigo, anche se si ritiene esatto Enrico Albrici, firma che il pittore utilizzava per autografare le sue opere, esclusa quella in latino degli affreschi di Capo di Ponte nacque in Vilminore (Val di Scalve) da Maffeo e Margherita, e fu subito battezzato nella parrocchia della paese.
Data la sua spiccata predisposizione per il disegno e la pittura, venne mandato in giovane età a bottega da Ferdinando Cairo, pittore di Casal Monferrato per circa tre anni (presumibilmente dal 1730 al 1733), diventando questi gli anni più importanti della sua formazione, completatasi successivamente da autodidatta.
All'età di 27 anni, nel 1741, sposerà una sua coetanea, Magdalena, figlia di Cristoforo Albrici. Da lei avrà quattro figli: Giacomo Maria, nato lo stesso anno delle nozze, Giovanni, nato nel 1743 (o 1744) che diventerà futuro fisico matematico e abate, Michele Angelo, nato nel 1750 e una bimba subito deceduta.
La relazione con la famiglia era abbastanza frammentata: per lungo tempo la moglie con i figli abitò con i genitori e la sorella del pittore (probabilmente quasi demente) a Vilminore, mentre il marito faceva da spola tra la città di Brescia e i comuni che richiedevano i suoi servigi di pittore.
La situazione si ristabilì solo quando nel 1763 tutta la famiglia si trasferì a Bergamo per seguire il figlio Giovanni che doveva farsi prete...


Sisto II (Grecia, ... – Roma, 6 agosto 258) è stato il 24º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica dal 30 agosto 257 alla morte. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse.
Le origini di questo papa sono ignote; della sua vita prima dell'elezione è conosciuto solo ciò che riporta il Liber Pontificalis e cioè che era greco. Tale affermazione, però, è probabilmente erronea in quanto derivata dalla falsa convinzione che il papa fosse il filosofo greco autore delle Sentenze di Sesto, una raccolta di 451 proverbi attribuita al filosofo neopitagorico Sesto, ma tradotta in latino da Rufino Turranio (345-411) e diffusa erroneamente sotto il nome di Sisto.
Sisto succedette al suo predecessore, papa Stefano I, il 30 agosto 257.
Durante il pontificato di quest'ultimo, era sorta una violenta disputa tra la Chiesa di Roma e le Chiese africane ed asiatiche, riguardo alla riammissione degli eretici e al battesimo da loro amministrato: la polemica aveva rischiato di finire in una completa rottura tra Roma e le altre Chiese. A Sisto II, che Ponzio, il biografo di san Cipriano (Vita Cypriani, capitolo XIV), definiva "sacerdote buono e pacifico" (bonus et pacificus sacerdos), e che era più conciliante di Stefano I, va il merito di aver riportato la pace all'interno del mondo cristiano ripristinando le relazioni con le altre Chiese. Tuttavia, in parziale accordo con la posizione decisamente assunta dal suo predecessore, incentivò l'uso romano di riammettere alla comunione con la Chiesa mediante l'imposizione delle mani e di ritenere valido il Battesimo da loro amministrato in quanto "Ipse est qui baptizat" (Egli è colui che battezza). ... CONTINUA SU WIKIPEDIA




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