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I SANTI DEL GIORNO: 20 febbraio, San Leone II, detto il Taumaturgo (Ravenna, maggio 709 – Catania, 20 febbraio 785)

San Leone II, detto il Taumaturgo (Ravenna, maggio 709 – Catania, 20 febbraio 785)



San Leone Taumaturgo che sconfigge il mago Eliodoro-secolo XVIII-Chiesa Madre di Santa Maria di Licodia


San Leone Taumaturgo che sconfigge il mago Eliodoro-secolo XVIII-Chiesa Madre di Santa Maria di Licodia



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Matteo Desiderato (Sciacca, 1750 o 1752 – Catania, 1827)


Matteo Desiderato (Sciacca, 1750 o 1752 – Catania, 1827) è stato un pittore italiano, discepolo di Mariano Rossi.
Pochissime le informazioni sui primi anni di vita del Desiderato, le cui prime notizie lo danno a Roma presso la bottega di Mariano Rossi, anch'egli nato a Sciacca e da anni operante in quella città.
Rimase a Roma per un lungo periodo, nel corso del quale sposò una appartenente alla piccola nobiltà siciliana, dalla quale ebbe una figlia.
Lasciò quindi moglie e figlia per tornare in Sicilia, dove si stabilì a Catania, città nella quale trascorse il resto della vita e nella cui provincia si trovano ancora alcune sue opere, specialmente in chiese di Catania, Acireale e Santa Maria di Licodia.
Fu maestro di Giuseppe Gandolfo e Giuseppe Rapisardi. E ancora di Luigi Montalto e Sebastiano Lo Monaco.


Leone II, detto il Taumaturgo (Ravenna, maggio 709 – Catania, 20 febbraio 785), fu il quindicesimo vescovo di Catania. È considerato santo dalla chiesa cattolica ed è festeggiato il 20 febbraio.
A 22 anni divenne presbitero, spinto dalla famiglia. Dopo aver vissuto un lungo periodo in un monastero benedettino, il vescovo di Reggio Calabria Cirillo lo nominò arcidiacono. Fu nominato vescovo di Catania nel 765, a circa 55 anni. In Sicilia si dedicò a combattere l'eresia.
La tradizione narra che Leone compì svariati miracoli e per questo ottenne l'appellativo di Taumaturgo. La sua figura è legata principalmente alla leggenda del necromante-apostata Eliodoro, con cui entrò in contrasto. Si narra che Leone lo condannò ad essere bruciato vivo nel 778. Altre fonti riportano che entrambi entrarono in una fornace e Leone si sarebbe salvato per la sua fede in Dio. Si narra anche che con la sua sola presenza avesse fatto incendiare l'antico Tempio di Cerere, ricordato nelle Verrine, anche se molto probabilmente fu semplicemente il mandante della sua distruzione.
Il culto del santo vescovo è rimasto vivo nel ricordo dell'arcidiocesi catanese. Promotori e grandi divulgatori della devozione al santo furono i padri benedettini. Un cenobio dedicato al santo, fondato dallo stesso, denominato San Leone esisteva presso Malpasso, sotto la giurisdizione del I Conte di Paternò, e fu distrutto dalla lava del 1536. Il culto verso il vescovo taumaturgo esisteva anche a Santa Maria di Licodia, presso la cappella trecentesca situata sotto la torre campanaria.
È il santo patrono e protettore di Rometta in provincia di Messina. In un bosco di questo comune si trova un eremo a lui dedicato, dove visse in preghiera e penitenza, dopo aver lasciato Catania; eremo che fu anche monastero benedettino e luogo di culto del santo. È protettore anche di Longi e Sinagra. A lui è dedicato un quartiere a Catania, che è incluso nella V Circoscrizione. Al vescovo catanese è dedicata anche la splendida Basilica di Assoro... CONTINUA SU WIKIPEDIA




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