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I SANTI DEL GIORNO: 3 febbraio, San Biagio (Sebastea, III secolo – Sebastea, 3 febbraio 316)

San Biagio (Sebastea, III secolo – Sebastea, 3 febbraio 316)



Presentazione al Tempio-Pinacoteca Brera Milano


Presentazione al Tempio - Pinacoteca Brera, Milano



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Gaspar de Crayer (Anversa, 1582 – Gand, 1662)


Gaspar de Crayer, conosciuto anche come Caspar de Crayer (Anversa, 1582 – Gand, 1662), è stato un pittore fiammingo.
Studiò pittura presso Michel Coxcie. In seguito studiò all'accademia di Saint Luc a Bruxelles nel 1607, dove vi restò fino al 1660, per poi stabilirsi definitivamente a Gent.
Crayer fu uno dei pittori più produttivi e coscienziosi della tarda scuola fiamminga, epigono di Pieter Paul Rubens per la vigoria delle opere e di Antoon van Dyck per la cura dei particolari. Ebbe buoni rapporti di conoscenza con gli arciduchi Alberto d'Austria e Isabella Clara Eugenia d'Asburgo, sovrani dei Paesi Bassi cattolici, che lo trattarono sempre con gran rispetto. Il Cardinale-Infante Ferdinando d'Asburgo, fratello del re Filippo IV e governatore dei Paesi Bassi del Sud dopo la morte della zia Isabella Clara Eugenia, lo nominò suo pittore ufficiale.
I suoi dipinti si trovano in gran quantità nelle chiese e nei musei di Bruxelles e Gand, non essendoci praticamente cappella nelle Fiandre o nel Brabante che non dichiari di possedere delle sue tele. Tuttavia fu rinomato anche al di fuori del paese natale e alcune sue opere si possono trovare anche più a sud, ad Aix-en-Provence e ad Amberg, nell'Alto Palatinato. ..


Biagio di Sebaste, noto come San Biagio (Santo Biasio in alcune varietà dialettali) (Sebastea, III secolo – Sebastea, 3 febbraio 316), è stato un vescovo e santo armeno, venerato come santo dalla Chiesa cattolica (vescovo e martire) e dalla Chiesa ortodossa.
Vissuto tra il III e il IV secolo a Sebaste in Armenia (Asia Minore), era medico e venne nominato vescovo della sua città. A causa della sua fede venne imprigionato dai Romani, durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana; per punizione fu straziato con i pettini di ferro, che si usano per cardare la lana. Morì decapitato.
San Biagio muore martire tre anni dopo la concessione della libertà di culto nell'Impero Romano (313). Una motivazione plausibile sul suo martirio può essere trovata nel dissidio tra Costantino I e Licinio, i due imperatori-cognati (314), che portò a persecuzioni locali, con distruzione di chiese, condanne ai lavori forzati per i cristiani e condanne a morte per i vescovi.
Pochissimo di certo sappiamo sulla vita del santo. Le poche storie sulla biografia dell'armeno sono state tramandate prima oralmente e poi raccolte in agiografie, come in quella famosa di Camillo Tutini, Narratione della vita e miracoli di S. Biagio Vescovo e Martire (Napoli, 1637).
Nel sinassario armeno, al giorno 10 febbraio, si legge un compendio della vita del santo:... CONTINUA SU WIKIPEDIA




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