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I SANTI DEL GIORNO: 4 febbraio, San Giuseppe da Leonessa (Leonessa, 8 gennaio 1556 – Amatrice, 4 febbraio 1612)

San Giuseppe da Leonessa (Leonessa, 8 gennaio 1556 – Amatrice, 4 febbraio 1612)



I santi Fedele da Sigmaringen e Giuseppe da Leonessa che calpestano l’eresia


I santi Fedele da Sigmaringen e Giuseppe da Leonessa che calpestano l’eresia



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San Giuseppe da Leonessa (Leonessa, 8 gennaio 1556 – Amatrice, 4 febbraio 1612)


Giambattista Tiepolo (o Giovanni Battista o Zuan Batista; Venezia, 5 marzo 1696 – Madrid, 27 marzo 1770) è stato un pittore e incisore italiano, cittadino della Repubblica di Venezia. È uno dei maggiori pittori del Settecento veneziano.
Tra i suoi figli vi furono i pittori Giandomenico e Lorenzo Tiepolo.
Giambattista nacque a Venezia nel marzo del 1696, ultimo di nove fratelli, da Domenico Tiepolo, "mercante di negozi da nave", e Orsetta Marangon nella casa di famiglia nei pressi del convento di San Domenico nel sestiere di Castello. Il 16 aprile ricevette il battesimo nella chiesa di San Pietro di Castello. Il 10 marzo dell'anno successivo morì il padre, lasciando la famiglia in perduranti difficoltà economiche.
La sua prima formazione artistica si svolse, dal 1710 circa, nella bottega di Gregorio Lazzarini, pittore eclettico, capace di unire i differenti insegnamenti della tradizione veneziana, da cui apprese, oltre che i primi rudimenti, il gusto per il grandioso e teatrale nelle composizioni. Ben presto si diresse verso la cosiddetta pittura “tenebrosa” di Federico Bencovich e di Giovanni Battista Piazzetta. Oltre che ai contemporanei il suo studio si rivolse ai grandi del Cinquecento veneto, Tintoretto e Paolo Veronese, ma anche all'opera di Jacopo Bassano.
Nel 1715 iniziò a dipingere i cinque soprarchi della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto), con figure accoppiate di apostoli, dal violento chiaroscuro e dai toni cupi. In questi anni il Tiepolo lavorò anche per il doge in carica, Giovanni II Cornaro, eseguendo nel suo palazzo soprapporte, quadri e ritratti tra cui quello di Marco Cornaro (1716 circa), primo doge nella famiglia, e quello dello stesso Giovanni, entrambi dai toni caldi e chiari, rifacendosi ai modi di Sebastiano Ricci. Nello stesso anno lavorò all'affresco dell'Assunta nella vecchia parrocchiale di Biadene mentre, il 16 agosto, espose alla festa di San Rocco il bozzetto della Submersio Faraonis.
Al 1717 risale la prima menzione dell'artista nella Fraglia dei pittori veneziani. Nello stesso anno quattro incisioni del libro il Gran teatro delle pitture e prospettive di Venezia furono riprese da suoi disegni. Del 1719 è il Ripudio di Vasti, ora in collezione privata a Milano. Il 21 novembre dello stesso anno sposò segretamente Maria Cecilia Guardi (1702-1779), sorella dei pittori Francesco Guardi e Giovanni Antonio Guardi: un matrimonio che sarebbe durato più di cinquant'anni. Da questa unione nacquero almeno dieci figli, tra cui Giandomenico e Lorenzo Baldissera che lavoreranno come suoi assistenti. La coppia risiederà inizialmente nella casa del fratello maggiore Ambrogio nei pressi di Santa Ternita ...


Giuseppe da Leonessa, al secolo Eufranio Desideri (Leonessa, 8 gennaio 1556 – Amatrice, 4 febbraio 1612), fu un religioso italiano appartenuto all'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. È stato proclamato santo da papa Benedetto XIV nel 1746.
Figlio del mercante di lana Giovanni Desideri e di Francesca Paolini, entrò nell'ordine dei francescani cappuccini ad Assisi il 3 gennaio del 1572 ed il 24 settembre del 1580 venne ordinato sacerdote ad Amelia: nel 1587 ottenne da papa Sisto V il permesso di recarsi a Costantinopoli per assistere i cristiani fatti prigionieri. Per aver svolto opera di evangelizzazione tra i turchi (cercò anche di convertire il sultano Murad III) fu arrestato e torturato.
Valente predicatore, ritornato in Italia svolse intenso apostolato fra il popolo in numerosi villaggi dell'Abruzzo e dell'Umbria (tra cui Otricoli dove predicò nella Quaresima del 1601 e 1609 operando alcuni miracoli), promuovendo anche numerose opere di assistenza.
La morte lo colse nel 1612 ad Amatrice, dove fu inizialmente seppellito. All'indomani del terremoto del 1639, i leonessani trafugarono le spoglie e le riportarono nella città natale Leonessa, dove sono tuttora conservate all'interno del santuario a lui dedicato... CONTINUA SU WIKIPEDIA




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