Girolamo Emiliani, o più propriamente Miani (Venezia, 1486 – Vercurago, 8 febbraio 1537), è stato un religioso italiano, fondatore dell'ordine dei Chierici Regolari di Somasca; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da cui è considerato "patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata" (Pio XI, 1928).
Vive in uno dei periodi più tormentati della storia della Chiesa: quello della Riforma protestante seguito dalla Controriforma cattolica, di cui fu esponente. Riflette nella sua personalità, anche senza averne una chiara coscienza, le caratteristiche dell'uomo rinascimentale.
Le differenti tappe della sua vita, prima e dopo la conversione, rivelano alcuni tratti salienti che hanno segnato quell'epoca della storia. Da una parte una rinascita del paganesimo, che penetra e contagia perfino alcuni importanti settori e membri della comunità cristiana; dall'altra parte l'affermarsi e l'espandersi, in seno alla stessa comunità, per convinzione o reazione, di forze nuove, con il proposito di riformare la Chiesa, dal di dentro e dal di fuori: come affermò lo stesso Emiliani, "riportando in vita lo stato di santità dei tempi apostolici".
Ultimo dei quattro figli di Angelo e di Eleonora Morosini, nacque in una famiglia del patriziato veneziano, i Miani del ramo di San Vitale. Il cognome si presenta diffusamente con la variante "Emiliani", ma è in realtà impropria e deriva dal tentativo di ricollegare la casata alla romana gens Emilia; Gerolamo e i suoi parenti utilizzarono sempre la forma originale "Miani". Il padre si era già sposato con una figlia di Eustachio Tron, dalla quale ha una figlia, Cristina, ma rimane vedovo poco dopo; si risposa quindi con la Morosini dalla quale ebbe appunto Luca (1475), Carlo (1477), Marco (1481) ed infine Girolamo. Nonostante la nobiltà di origini, le condizioni economiche della famiglia non erano buone. Della sua giovinezza non si sa molto; è noto che, nel 1496, perse il padre, impiccatosi per motivi non chiari...
CONTINUA SU WIKIPEDIA