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I SANTI DEL GIORNO: 21 gennaio, Santa Agnese (Roma, 290-293 – Roma, 21 gennaio 305)

Santa Agnese (Roma, 290-293 – Roma, 21 gennaio 305)



Miracolo di sant'Agnese


Miracolo di sant'Agnese



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Jacopo Robusti detto il Tintoretto (Candia, 1541 – Toledo, 7 aprile 1614)


Il Tintoretto, pseudonimo di Jacopo Robusti (secondo alcuni Jacopo Comin) (Venezia, settembre o ottobre 1518 – Venezia, 31 maggio 1594), è stato un pittore italiano, cittadino della Repubblica di Venezia e uno dei massimi esponenti della pittura veneta e dell'arte manierista in generale. Il soprannome "Tintoretto" gli derivò dal mestiere paterno, tintore di tessuti di seta.
Per la sua energia fenomenale nella pittura è stato soprannominato Il furioso o il terribile come lo definì il Vasari per il suo carattere forte, e il suo uso drammatico della prospettiva e della luce lo ha fatto considerare il precursore dell'arte barocca.
La sua data di nascita non è certa. L'atto di battesimo andò perduto nell'incendio degli archivi di San Polo, quindi la si desume dall'atto di morte: «31 maggio 1594: morto messer Jacopo Robusti detto Tintoretto de età de anni 75 e mesi 8»: si risale così al settembre-ottobre del 1518. Secondo il Krischel, invece, nacque nel 1519, probabilmente in aprile o maggio, come lo studioso desume dai registri della parrocchia e degli uffici sanitari...


Agnese (Roma, 290-293 – Roma, 21 gennaio 305) è stata una santa romana; secondo la tradizione latina, fu una nobile appartenente alla gens Clodia che subì il martirio durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano all'età di 12 anni.
Molto varie e talvolta contrastanti sono le notizie circa la sua vita e il suo martirio. Secondo alcuni[1] il figlio del Prefetto di Roma si era invaghito di Agnese senza essere ricambiato, avendo la giovane fatto voto di castità a Gesù. Dopo il rifiuto della ragazzina, il padre del giovane, saputo del voto di castità, le impose la clausura fra le vestali, con le quali avrebbe dovuto rendere culto alla dea che proteggeva la città di Roma. Al rifiuto di Agnese, il prefetto l'avrebbe fatta rinchiudere in un postribolo. Qui però nessun cliente aveva osato toccarla, tranne un uomo che la tradizione religiosa vuole accecato da un angelo bianco, cui però successivamente, per intercessione della stessa Agnese, Dio rese la vista.
La tradizione agiografica racconta anche che Agnese, accusata di magia, fu a quel punto condannata al rogo, ma le fiamme si divisero sotto il suo corpo senza neppur lambirlo e i suoi capelli crebbero tanto da coprire la sua nudità. Dopo questo "miracolo" Agnese fu trafitta con colpo di spada alla gola. Tale morte spiega il motivo per cui la martire venga rappresentata iconograficamente con un agnello, in quanto anche quest'animale subiva la stessa sorte. Dopo la sua morte il suo corpo fu sepolto nella catacomba oggi nota come Catacomba di Sant'Agnese, mentre il suo cranio è esposto in una cappella nella chiesa di Sant'Agnese in Agone. .. CONTINUA SU WIKIPEDIA




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