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I SANTI DEL GIORNO: 13 giugno Sant’Antonio di Padova (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231)

Sant’Antonio di Padova (Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231)

I DIPINTI SU SANT'ANTONIO DI PADOVA


Sant'Antonio di Padova tra i santi Antonio Abate e Nicola da Tolentino


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Alessandro Bonvicino, detto il Moretto (Rovato, 1498 circa – tra il 9 novembre ed il 22 dicembre 1554)


Alessandro Bonvicino, detto il Moretto (Rovato, 1498 circa – tra il 9 novembre ed il 22 dicembre 1554), è stato un pittore italiano. Viene considerato uno dei tre grandi maestri del primo Rinascimento bresciano, assieme al Romanino e al Savoldo.
Figlio d'arte, il padre Pietro, figlio di Moretto, e il fratello Alessandro, erano entrambi pittori, ma di scarsa qualità. La famiglia era originaria di Ardesio in provincia di Bergamo, spostatasi a Brescia nei primi anni del XV secolo.
La sua formazione si svolse a Brescia, sull'esempio dell'anziano Vincenzo Foppa, ma aprendosi ai nuovi influssi veneti, rappresentati dal Lotto e da Tiziano. Secondo la datazione proposta dal Ballarin nel 1511 circa esegue la lunetta con l'"Incoronazione della Vergine con Santi e donatori", in San Giovanni Evangelista (Brescia). Nel 1514 l'artista eseguì la decorazione, oggi perduta, per una cappella nella chiesa del monastero di Santa Croce a Brescia con Storie della Maddalena.
Di questo stesso periodo sono anche una serie di dipinti di intenso ascendente veneto, fra questi: il Cristo con gli animali del Metropolitan Museum di New York, Cristo benedice il Battista della National Gallery di Londra e la Madonna in trono col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Girolamo dell'High Museum of Art di Atlanta. Successivamente collaborò con Floriano Ferramola alla realizzazione delle ante d'organo del duomo vecchio di Brescia, realizzando la parte interna con i Santi Faustino e Giovita, concluse nel 1518 e oggi conservate nella basilica di Santa Maria in Valvendra a Lovere.
Nel 1518 eseguì il Cristo con la croce e un devoto dell'Accademia Carrara di Bergamo, ed entro il 1520, compì un viaggio nel Veneto. Tornato a Brescia, nel 1520 dipinge lo stendardo delle Sante Croci, oggi nella Pinacoteca Tosio Martinengo.
Del 1521 è il contratto per la decorazione della cappella del Sacramento in San Giovanni Evangelista di Brescia, che affidava la decorazione della parete sinistra al Romanino e quella destra al Moretto, prevedendo la conclusione dei lavori entro il 1524: tale data è stata a lungo accettata dalla critica, finché sulla base dell'analisi stilistica è stata proposta una diversa datazione, compresa negli anni '20 per i dodici profeti nei sottarchi ed i dipinti dei lunettoni, cioè la Messa di San Gregorio del Romanino a sinistra e l'Ultima Cena del Moretto di fronte; mentre le tavole della parte inferiore della cappella, apparterrebbero ad una seconda campagna decorativa, completata nel corso degli anni '40, come appare dall'influenza della cultura del Manierismo, particolarmente evidente nell'affollata scena del Miracolo della Manna del Moretto, che rinuncia all'ordine prospettico rinascimentale. Nella vicina scena con Tobiolo e l'angelo, oltre ai richiami lotteschi, nello sfondo sono evidenti influssi della pittura fiamminga. ...


Antonio di Padova, noto in Portogallo come Antonio da Lisbona, al secolo Fernando Martins de Bulhões e chiamato in vita Antonio da Forlì (in portoghese António de Lisboa; Lisbona, 15 agosto 1195 – Padova, 13 giugno 1231), è stato un religioso e presbitero portoghese appartenente all'Ordine francescano, proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946[2]. Da principio canonico regolare a Coimbra dal 1210, poi dal 1220 frate francescano. Viaggiò molto, vivendo prima in Portogallo quindi in Italia e in Francia. Nel 1221 si recò al Capitolo Generale ad Assisi, dove vide e ascoltò di persona san Francesco d'Assisi. Terminato il capitolo, Antonio fu inviato a Montepaolo di Dovadola, nei pressi di Forlì. Fu dotato di grande umiltà, ma anche di grande sapienza e cultura, per le sue valenti doti di predicatore, mostrate per la prima volta proprio a Forlì nel 1222.
Gli anni in cui visse Antonio di Padova si collocano intorno alla fine del Medioevo. Tutta l'Europa era scossa da profondi cambiamenti: la nascita della società urbana e dei Comuni; l'aumento della produzione agricola e la conseguente maggior mobilità delle persone con la ripresa di ampi commerci. Artigiani e commercianti, notai e medici, mercanti e banchieri iniziavano a dar vita ad una nuova classe sociale: la borghesia, che andava ad aggiungersi ai cavalieri, al clero e ai nobili.
In questo quadro di grandi cambiamenti, la Chiesa visse mutamenti significativi:
Il fiorire delle cattedrali, monumento tipico della città che rinasceva: dopo l'XI secolo, la cattedrale divenne (così come lo erano stati i monasteri nei secoli precedenti) il centro della vita religiosa.
l'epoca delle Crociate, in tutto otto (o, in base ad altri calcoli, nove): la prima nel 1096, l'ultima nel 1270 (o 1271-72, se se ne contano nove).
l'epoca dei Papi Innocenzo III e suo nipote Gregorio IX, difensori del potere papale e soprattutto papi che si inserirono nella grande riforma spirituale dei secoli XI-XII; entrambi avvertirono l'esigenza di rinnovare anche le istituzioni ecclesiastiche. Questo impeto di rinnovamento spirituale si espresse nella nascita di alcuni ordini religiosi sia contemplativi cistercensi sia più inseriti nella realtà sociale, come i cosiddetti Ordini mendicanti: francescani e domenicani...

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