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I SANTI DEL GIORNO: 20 giugno San Giovanni da Matera

San Giovanni da Matera (Matera, 1070 circa – Foggia, 20 giugno 1139)




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Giovan Battista Santoro [Fuscaldo (Cosenza) 24 novembre 1809 – Napoli, 1895]


Giovan Battista Santoro [Fuscaldo (Cosenza) 24 novembre 1809 – Napoli, 1895] è stato un pittore e incisore italiano.
Figlio primogenito di Francesco, orefice, e di Maria Teresa di Carlo Colonnese, fu il capostipite di una numerosa famiglia di artisti. Sin da ragazzo manifestò la sua straordinaria vocazione artistica e successivamente, intorno ai vent’anni, si recò a Napoli, dove iniziò il suo apprendistato nel Reale Istituto di Belle Arti, studiandovi pittura, disegno e incisione.
Nella città partenopea esordì come pittore nel 1830 alla mostra della Biennale borbonica con i due dipinti San Gerolamo e la SS.ma Vergine, esemplata da un’opera del Parmigianino. Poi a quella del 1837 espose il dipinto L’Immacolata che riecheggia l’omonimo soggetto di Luca Giordano della cattedrale di Cosenza, sul quale nel 1843 scrisse anche un giudizio critico, pubblicato sul giornale «Il Calabrese». Realizzò varie opere sia nella provincia bruzia che fuori i confini regionali, nelle quali seguì consolidati modelli iconografici classicistici, di derivazione raffaellesca e manieristica. Questi suoi svolgimenti presero essenzialmente forma attraverso due differenti modalità stilistiche: una basata su una scarna e liscia stesura coloristica dagli effetti quasi smaltati e l’altra, nella quale privilegiò un cromatismo più pastoso, luminoso e vivace, a sua volta permeato da effetti di luce dorata e talvolta anche con il disegno delle figure più sciolto e meno accademico. ..


Giovanni da Matera, al secolo Giovanni Scalcione (Matera, 1070 circa – Foggia, 20 giugno 1139), è stato un monaco cristiano italiano, originario di Matera; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Giovanni Scalcione nacque a Matera attorno al 1070 da una ricca e nobile famiglia profondamente cristiana.
Abbandonò da ragazzo la casa paterna in cerca di un contatto più stretto con Dio e secondo la tradizione scambiò i suoi abiti lussuosi con quelli di un mendicante e poi partì per Taranto. Desiderava vivere una vita semplice e quindi accettò di badare alle pecore dei monaci basiliani dell'Isola di San Pietro.
In cerca di Dio, di cui sentiva un grande bisogno, girovagò per Calabria, Sicilia, Puglia e fece una lunga sosta a Ginosa, vicino a Taranto. Per sfuggire alle persecuzioni di un signorotto del luogo, Roberto di Chiaromonte, fuggì poi a Capua.
Lasciò presto anche la città campana e si diresse sui monti dell'Irpinia, dove incontrò san Guglielmo da Vercelli. I due però si separarono presto.
Dopo aver peregrinato ancora tra Bari e il Gargano, nel 1130 fondò nell'Abbazia di Pulsano, nei pressi di Monte Sant'Angelo, la Congregazione degli Eremiti Pulsanesi detta anche degli Scalzi, ordine monastico autonomo che si rifaceva alla regola di San Benedetto rendendola ancora più severa. Dopo pochi mesi la nuova comunità contava cinquanta monaci. ..

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