santi nati nel giorno




I SANTI DEL GIORNO: 22 giugno san Paolino di Nola, vescovo, ovvero Ponzio Anicio Meropio Paolino (Bordeaux, 355 – Nola, 22 giugno 431)

Paolino di Nola, ovvero Ponzio Anicio Meropio Paolino (Bordeaux, 355 – Nola, 22 giugno 431)



San Paolino libera i nolani dai saraceni


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Giovanni Bernardino Azzolino, Bernardino il Siciliano (Cefalù, 1572 – Napoli, 12 dicembre 1645)


Giovanni Bernardino Azzolino (o Azzolini), noto anche con il nome di Bernardino il Siciliano (Cefalù, 1572 – Napoli, 12 dicembre 1645), è stato un pittore italiano.
Giovanni Bernardino Azzolino nasce a Cefalù nel 1572 circa, da Andrea Ragano originario di Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari. Il padre, non si conosce per quale motivo, adottò un falso cognome (riportato anche come Mazzolino e Massolino) col quale l'artista è comunemente noto. Nulla si conosce riguardo gli anni della sua giovinezza e della sua prima attività di pittore, scultore e ceroplasta svolta in Sicilia. Conosciuto come Bernardino il Siciliano, date le sue origini, all’età di circa 20 anni, decise di trasferirsi a Napoli, capitale artistica del meridione d’Italia, con l’amico Luigi Rodriguez, anch’egli pittore. In quella città svolse per lo più un’intensa attività che risulta documentata dal 1594 al 1645.
Qualche anno dopo il suo arrivo nella città partenopea, conobbe una bella giovane conterranea, Antonia D’India, figlia del nobile palermitano don Carlo D’India, e di donna Maria Marcella. I quali nel 1594 gli concessero volentieri la mano della loro figliola con una dote nuziale di cinquecento ducati.
È documentato che gli Azzolino, a partire dal 1614, vissero nella loro casa-bottega in Strada Santo Spirito di Palazzo. La coppia ebbe quindici figli, solo sei dei quali sopravvissero all’infanzia, e due fra questi, Gabriele e Andrea, intrapresero sin dalla più giovane età la professione paterna.
Grazie alla famiglia D’India, l’Azzolino entrò in stretto rapporto di amicizia con un celebre maestro dell'epoca, Fabrizio Santafede, rinomato pittore chiamato anche il Raffaello napoletano, grazie al quale ottenne i primi contratti di lavoro.
L’ambiente artistico fortemente influenzato dai lavori di ristrutturazione e riordino della Certosa di San Martino, che coinvolse un nutrito numero di frescanti e decoratori, fra i quali anche un giovane Cavalier d’Arpino, fu determinante per la formazione dell'Azzolino e di altri artisti protagonisti di un'intera stagione della grande pittura di decorazione murale a Napoli, estesa dalla fine del XVI alla prima metà del XVII secolo.
Per l’Azzolino sarà l’inizio di una fortunatissima carriera che gli consentirà di dipingere per alcune grandi chiese di Napoli, cosa che gli procurò sia fama che un certo benessere economico ed una elevazione di ceto sociale...


Paolino di Nola, ovvero Ponzio Anicio Meropio Paolino (Bordeaux, 355 – Nola, 22 giugno 431), è stato un vescovo italiano, originario della Aquitania, venerato dalla Chiesa cattolica come santo. Fu vescovo di Nola nel V secolo. È considerato dalla Chiesa il patrono dei campanari "ad orbis", poiché a lui è attribuita, per convenzione, l'invenzione delle campane come oggetto utilizzato in ambito ecclesiastico.
Nato in un'illustre famiglia di senatori e consoli, era figlio del prefetto della Provincia d'Aquitania. Studiò legge e filosofia, e a quindici anni, quando il maestro si trasferì a Milano, aveva già completato gli studi letterari. A poco più di vent'anni era annoverato tra i seicento senatori. Nel 378, uscito di carica, gli spettava il governo di una provincia senatoria e scelse la Campania. Anziché insediarsi a Capua preferì Nola, dove aveva alcuni possedimenti. A Cimitile, vicino a Nola, era venerato san Felice. Prima di tornare in Aquitania, secondo una cerimonia di tradizione pagana, Paolino si tagliò la barba e la consacrò a san Felice, reputato "martire", pur non avendo versato sangue, per come aveva accettato le sofferenze in vita. A Barcellona conobbe Therasia, donna ricca e bella, ma (diversamente da lui) cristiana e battezzata. Therasia divenne la sua consorte e lo guidò verso la conversione. Nel 389, a 35 anni circa, nella chiesa di Bordeaux, Paolino ricevette il battesimo dal vescovo Delfino. Nel 392 dalla coppia nacque Celso, che morì appena otto giorni dopo la nascita. L'evento segnò Paolino per sempre e lo spinse ancora di più a rifugiarsi nella fede. Il suo percorso di conversione era completo.
Nel 393 Paolino si trovava a Barcellona e, durante una celebrazione liturgica del Natale, i fedeli invocarono: «Paolino sacerdote...!». Decise di farsi ordinare presbitero, secondo la massima: "Voce di popolo, voce di Dio". Dopo l'ordinazione, nel 394, partì per un viaggio in Italia dove conobbe sant'Ambrogio. Durante una sosta in Toscana Paolino e la moglie decisero di dedicarsi totalmente alla vita monastica. Egli decise di stabilirsi a Nola, dove aveva soggiornato da governatore della Campania e dove si trovava la tomba di san Felice, cui era particolarmente devoto. Fondò un cenobio maschile e uno femminile, che si distinsero per l'intensa vita di preghiera e l'assistenza ai poveri. Appena arrivato, si ammalò gravemente; guarì solo dopo lungo tempo. (Secondo la leggenda agiografica, la guarigione fu dovuta a un miracolo di san Felice). In seguito fece innalzare una basilica a san Felice, al posto del modesto santuario allora esistente, e attorno vi edificò una serie di chiostri ricchi di colonnati e fontane per accogliere le migliaia di pellegrini che ogni anno si recavano presso l'ara di san Felice. La moglie Therasia morì tra il 409 e il 414...

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