I SANTI DEL GIORNO: 23 giugno Martiri di Nicodemia
Martiri di Nicodemia
i 20.000 martiri di Nicomedia
Sono uno dei quattro gruppi di martiri dell'Ellesponto, caduti nel 303 sotto la persecuzione di Diocleziano e commemorati in altrettante date. Nicomedia era la residenza di Diocleziano, che, divenuto imperatore, oltre ad esaltare gli antichi culti romani, fu l'autore di una delle più grosse persecuzioni contro i cristiani.Il primo a subire il martirio fu san Pietro di Nicomedia, che prestava servizio nel palazzo dell'imperatore. Diocleziano volle che la punizione del cristiano, rifiutatosi di compiere le rituali offerte alle divinità di Roma, fosse un monito per tutti gli altri cristiani della sua città. A Pietro vennero strappati brandelli di carne e sulle ferite fu versato l'aceto. Pietro venne poi condanato al rogo. L'eroico comportamento del martire infuse serenità e coraggio agli altri ventimila cristiani di Nicomedia, che pochi giorni dopo diedero la loro testimonianza di fede in Cristo con la propria vita. La recentissima edizione del ‘Martyrologium Romanum’, riporta questo numeroso gruppo di martiri al 23 giugno, senza specificare l’esatto numero. Le antiche notizie sono pervenute grazie ad una ‘passio’ greca, ancora inedita ma nota per una traduzione latina, pubblicata negli ‘Acta SS.’. Nel primo anno della persecuzione di Diocleziano (303) furono martirizzati a Nicomedia (attuale Izmit), capitale della Bitinia, regione dell’Asia Minore sul Mar di Marmora e dal 74 a.C. provincia romana, un gruppo di 1003 cristiani in odio alla fede. Essi si presentarono spontaneamente all’imperatore, proclamandosi cristiani, insieme alle loro famiglie e con quanti a loro erano legati, liberi o schiavi. Minacce e promesse di Diocleziano non li fecero recedere dalla loro volontà di testimoniare la fede in Cristo, per cui l’imperatore ordinò ai soldati di circondarli tutti e dopo un ultimo tentativo di farli apostatare, seguito da una seconda professione di fede da parte loro, li fece massacrare, uomini, donne e bambini...