santi nati nel giorno




I SANTI DEL GIORNO: 26 giugno santi Giovanni e Paolo, martiri

santi Giovanni e Paolo (morti a Roma, 26 giugno 362)



Martirio di San Giovanni e San Paolo


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Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (Cento, 2 febbraio 1591 – Bologna, 22 dicembre 1666)


Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato il Guercino (Cento, 2 febbraio 1591 – Bologna, 22 dicembre 1666), è stato un pittore italiano.
Giovanni Francesco nacque a Cento, paese allora appartenente al Ducato di Ferrara, da una nobile famiglia di modesta condizione che abitava a pigione «in una piccola casa fuori di Cento, non lontana che pochi passi dalla Porta detta della Chiusa». Si disse a lungo che fosse nato il 2 febbraio 1590, finché il pittore e letterato Jacopo Alessandro Calvi non scoprì, nella Collegiata di San Biagio, a Cento, l'atto di battesimo redatto l'8 febbraio 1591: «Zan. Franc. Fig. de Andrea Barbiero, et Lena Ghisellina fu battez. a dì detto 8. Comp. M. Alex. Redolfini, et la Com. Alda Dottoni». È allora probabile che la sua data di nascita fosse proprio il 2 febbraio, essendo stato una banale svista l'indicazione dell'anno.
Il soprannome di Guercino dovette essergli aggiunto molto presto, se è vero quel che narra lo stesso biografo, raccogliendo la tradizione, che «essendo ancora in fasce, occorse che un giorno, mentre egli dormiva [ ... ] ci fu chi vicino a lui proruppe d'improvviso in grido così smoderato e strano che il fanciullo, svegliatosi pieno di spavento, diedesi a stralunar gli occhi [ ... ] per siffatta guisa, che la pupilla dell'occhio destro gli rimase travolta e ferma per sempre nella parte angolare» Naturalmente, il suo strabismo non fu certamente provocato da questo presunto episodio: piuttosto, il suo difetto può avere influenzato la sua resa pittorica delle forme nello spazio.
Mostrò a sei anni una particolare inclinazione per il disegno e a otto anni, «senza avere avuto maestro alcuno, e soltanto sulla scorta d'una immagine in stampa, egli dipinse una «Madonna di Reggio» sulla facciata della casa dove abitava» che si poté vedere fino a quando, due secoli dopo, la casa fu demolita. Assecondando le tendenze del figlio, il padre lo mandò a studiare, verso il 1600, nel vicino paese di Bastiglia, da un modesto artista, chiamato Bartolomeo Bertozzi, che «dipingeva a guazzo», nella cui casa si stabilì per alcuni mesi, potendovi apprendere, commentano i biografi, solo la conoscenza e la mescolanza dei colori...


Giovanni e Paolo (morti a Roma, 26 giugno 362) sono due martiri cristiani del IV secolo, titolari dell'antica e nota basilica romana sul monte Celio (basilica celimontane), di un'altra famosa basilica a Venezia (San Zanipolo) e di numerose altre chiese a loro dedicate. Sono venerati come santi dalla Chiesa cattolica.
Nonostante l'antichità dei racconti della loro vita e l'ampia diffusione del loro culto suffraghino fortemente l'ipotesi di una loro effettiva storicità, le notizie sulla loro vita, desunte unicamente da una passio confusa e leggendaria (ripresa poi dalla legenda aurea), sono scarse e contrastanti.
Secondo la tradizione agiografica, erano fratelli ed erano personaggi molto in vista nella Roma dell'epoca: la passio, giuntaci in tre recensioni differenti (tutte del IV secolo) li presenta prima come maggiordomo e primicerio della vergine Costanza (Costantina), figlia dell'imperatore Costantino, poi come ufficiali di Gallicano, al quale suggerirono un voto grazie al quale costui sconfisse gli Sciti in battaglia, infine come diaconi della Chiesa romana che distribuivano ai poveri i beni ricevuti da Costanza. "...

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