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I SANTI DEL GIORNO: 8 giugno San Fortunato, vescovo di Fano

San Fortunato



San Fortunato


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Ferraù Fenzoni o Ferraù da Faenza (Faenza, 1562 – Faenza, 11 aprile 1645)


Ferraù Fenzoni o Ferraù da Faenza (Faenza, 1562 – Faenza, 11 aprile 1645) è stato un pittore italiano attivo perlopiù a Todi. Viene chiamato anche "Il Faenzone" dalla sua città natale. Apprendista a Roma durante il papato di Gregorio XIII, lavorò in numerosi cicli di affreschi sotto il papa Sisto V come la "Loggia delle Benedizioni" nel palazzo del Laterano, gli affreschi della Scala Santa dell'adiacente Basilica di San Giovanni in Laterano ed una decorazione nella libreria Sistina.
Sempre a Roma decorò la cappella di San Francesco nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere e partecipò al ciclo di affreschi nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
Dal 1593 lavorò a Todi, dove nel 1594 dipinse la sua opera più celebre, Il giudizio universale, nel duomo di Todi. L'adiacente palazzo del vescovo ha degli affreschi di Andrea Polinori e del Fenzoni.
Ritornò a Faenza nel 1599, dove si dedicò alla decorazione delle cappelle nella cattedrale nel periodo 1612-1616. Nel 1622 completò la Deposizione ora nella Pinacoteca.
Nella Pinacoteca civica di Forlì, invece, si trova la tela Il Padre Eterno in mezzo agli angeli.
Nel 1640 venne nominato "cavaliere dello speron d'oro" dal Cardinale Colonna e dal 25 aprile 1634 fu nominato vicario e castellano di Granarolo.
Le sue tecniche espressive abbracciano gli stili del Manierismo e del Barocco. ..


San Fortunato di Fano, vescovo.
La prima notizia del suo episcopato si ha da una lettera con cui san Gregorio Magno lo autorizza a vendere i vasi sacri per pagare i debiti contratti nel riscatto dei prigionieri. Il fatto è riportato dal Baronio sotto l'anno 596.
La sua Vita, scritta da Giovanni, abate di Nonantola nel secolo XII, conservata nell’archivio capitolare di Fano, pubblicata dai Bollandisti, ci informa, fra l'altro, che il corpo - della cui prima sepoltura non fa cenno - fu trasferito in una chiesa costruita in suo onore fuori Porta Maggiore sulla via Flaminia (della cui esistenza e ubicazione non è possibile avere prove più certe), quindi in cattedrale. Tale trasferimento sarebbe avvenuto nel 743 sotto il vescovo Pietro I. Nel 1113, a causa dell’incendio della cattedrale, le reliquie di Fortunato, insieme con quelle di sant'Orso e sant'Eusebio, comprotettori di Fano, furono riconosciute e riposte sotto l’altare maggiore dal vescovo Pietro II.
Nel 1639 l’altare maggiore fu arricchito di marmi dal vescovo Ettore Diotallevi e venne rifatta l’urna del santo. L’ultima ricognizione fu eseguita dal vescovo Antonio III Severoli nel 1791; le ossa furono chiuse nel sarcofago, che porta la scritta:
CORPUS SANCTI FORTUNATI EPI
e in basso la data del 1113; il capo fu riposto in un artistico reliquiario. La parte posteriore dell’altare è stata rivestita di marmi in questi ultimi tempi: un bassorilievo rappresenta il santo in abiti pontificali; un’iscrizione porta queste parole:
FORTUNATUS POST MORTEM VIVIT
PASTOR PRO NOBIS ORET
O SANCTE FORTUNATE INTERCEDE ET DEPRECARE
PRO PATRIA APUD COMMUNEM REGEM ET DOMINUM.

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