santi nati nel giorno




I SANTI DEL GIORNO: 10 luglio Sante Rufina e Seconda (... – Roma, 257)

Sante Rufina e Seconda (... – Roma, 257)



Il martirio delle sante Rufina e Seconda


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Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone (Morazzone, 29 luglio 1573 – Piacenza, 1626)


Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone (Morazzone, 29 luglio 1573 – Piacenza, 1626), è stato un pittore italiano dell'età della Controriforma.
Nato a Morazzone (Varese) il 29 luglio 1573, si trasferì ancora bambino a Roma con la famiglia.
Formatosi a Roma nell'ambito di Ventura Salimbeni e accostatosi poi al Cavalier d'Arpino, Morazzone dipinse nella città eterna diverse opere; perdute quelle in Laterano e nella basilica di San Pietro, restano due affreschi in San Silvestro in Capite (Visitazione e l'Adorazione dei magi).
Tornato in Lombardia nel 1598, Morazzone eseguì un importante ciclo di affreschi nella cappella del Rosario in San Vittore a Varese. Successivamente è impiegato al Sacro Monte di Varallo per decorare tre cappelle: Andata al Calvario, Ecce Homo e Condanna di Cristo e a quello di Varese per la cappella della Flagellazione.
A Varallo ebbe la possibilità di studiare da vicino l'arte di Gaudenzio Ferrari, il cui influsso costituirà un punto fondamentale del suo stile[2]. In questi anni, dopo aver eseguito un ciclo di tele per la parrocchiale di Arona, collaborò con il milanese Piercamillo Landriani detto il Duchino, un artista che era stato in contatto con l'Accademia della Val di Blenio per l'esecuzione di due "quadroni" della serie dei Fatti della vita di San Carlo Borromeo per il Duomo di Milano (1602-1603) e dipinge la tela con la Pentecoste per il soffitto del Tribunale di Provvisione del capoluogo lombardo (poi al Castello Sforzesco di Milano; 1605-1612). ..


Le sante Rufina e Seconda (... – Roma, 257) sono venerate come sante, vergini e martiri dalla Chiesa cattolica: benché la loro storicità sia attestata dall'antichità e dalla diffusione del culto[senza fonte], come dimostra anzitutto l'edificazione di una basilica in loro onore già nel IV secolo a opera di papa Giulio (337-352), la loro storia è stata arricchita nel corso dei secoli da episodi leggendari.
Secondo la tradizione agiografica, Rufina e Seconda erano due giovani sorelle cristiane e il padre, il senatore Asterio, le aveva promesse in spose a due loro correligionari, Armentario e Verino. Questi ultimi, quando l'imperatore Valeriano (253 - 260) diede nuovo impulso alle persecuzioni anticristiane, rinnegarono la loro fede, invitando anche Rufina e Seconda a farlo. Di fronte al loro rifiuto, le denunciarono alle autorità: le giovani tentarono di fuggire e raggiungere l'Etruria, ma vennero arrestate e condotte dinanzi al prefetto Gaio Giunio Donato il quale, dopo averle sottoposte a vari tormenti per convincerle ad abiurare, le condannò a morte. Le sorelle vennero condotte in un luogo chiamato Silva Nigra, sulla Via Cornelia, al nono miglio da Roma, dove Rufina venne decapitata, mentre Seconda fu picchiata fino alla morte: in onore del loro martirio e di quello dei santi Marcellino e Pietro, il posto venne ribattezzato Silva Candida; la matrona Plautilla, avvertita in sogno, diede sepoltura ai corpi delle martiri. .. CONTINUA SU WIKIPEDIA




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