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I SANTI DEL GIORNO: 10 maggio San Cataldo di Rachau, vescovo

San Cataldo di Rachau, vescovo (Rachau, tra 610 e il 620 – Taranto, 8 marzo 685)



San Cataldo di Rachau, vescovo


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Giovan Giacomo Pandolfi – (Pesaro, 1567-1636)


PANDOLFI, Giovan Giacomo. – Nacque nel 1567 a Pesaro da Giovanni Antonio, pittore di fama.
Il padre, anche se scomparso prematuramente, a Perugia nel 1580, senz’altro avviò il figlio all’arte. In seguito Pandolfi dovette frequentare la bottega di Federico Zuccari, tradizionalmente considerato suo maestro (Becci, 1783, p. 80), forse a Loreto, quando Zuccari dipingeva nella Santa Casa (1583).
Nulla si conosce della sua giovinezza prima del 1592, anno in cui risulta residente a Rieti (Sacchetti Sassetti, 1955). Il primo impegno documentato è il «rinnovamento» nel 1594 della dispersa Immacolata del palazzo comunale di quella città (ibid., p. 3).
Coeve sono le più antiche tele reatine riferibili a Pandolfi (l’Incredulità di s. Tommaso nella chiesa di S. Chiara e il S. Biagio in S. Francesco), mentre firmata e datata 1595 è la Trasfigurazione della chiesa di S. Caterina. Tali dipinti, più che a Zuccari, appaiono vicini a Girolamo Siciolante e, soprattutto, a Girolamo Muziano, le cui opere Pandolfi potrebbe aver studiato a Orvieto (Abbate, 1982; Barroero - Saraca Colonnelli, 1991) o a Roma, dove con ogni probabilità aveva soggiornato anteriormente al 1592...


San Cataldo (Rachau, tra 610 e il 620 – Taranto, 8 marzo 685) è stato un monaco cristiano irlandese del VII secolo[2], giunto in Italia è diventato vescovo di Taranto; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
I suoi genitori, Euco Sambiak e Aclena Milar, divennero ferventi cristiani grazie all'opera di missionari venuti dalla Gallia. Da loro Cataldo ricevette l'educazione e l'amore per la preghiera, l'ubbidienza, ordine, la mortificazione, e lo spirito di sacrificio. Alla loro morte Cataldo decise di donare tutta la loro eredità ai poveri. Quindi divenne discepolo di Carthagh abate del monastero di Lismore in Irlanda, dove fu ordinato sacerdote e nel 637, alla morte del suo maestro e padre spirituale, gli successe nella conduzione del monastero. Nel 670 fu ordinato vescovo e tra il 679 e 680[3] si recò a visitare la Terra Santa, in abito da pellegrino.
Il santo sarebbe giunto a Taranto. Una leggenda racconta che questa scelta fu per volere divino: durante il soggiorno in Terra Santa, mentre era prostrato sul Santo Sepolcro, gli sarebbe apparso Gesù che gli avrebbe detto di andare a Taranto e di rievangelizzare la città ormai in mano al paganesimo. San Cataldo allora, salpando con una nave greca diretta in Italia, intraprese un lungo viaggio che lo portò a sbarcare nel porto dell'attuale Marina di San Cataldo, località a 11 km da Lecce che porta il suo nome. Sempre secondo la tradizione, il santo avrebbe lanciato un anello in mare per placare una tempesta e in quel punto del Mar Piccolo si sarebbe formato un citro, cioè una sorgente d'acqua dolce chiamata "Anello di San Cataldo", tutt'oggi visibile sotto forma di "polla d'acqua dolce". ..

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