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I SANTI DEL GIORNO: 10 maggio San Giobbe

San Giobbe



San Giobbe lavato dalla moglie


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Albrecht Dürer (Norimberga, 21 maggio 1471 – Norimberga, 6 aprile 1528)


Albrecht Dürer, in italiano arcaico noto come Alberto Duro o Durero (Norimberga, 21 maggio 1471 – Norimberga, 6 aprile 1528), è stato un pittore, incisore, matematico e trattatista tedesco.
Figlio di un ungherese, viene considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale. A Venezia l'artista entrò in contatto con ambienti neoplatonici. Si presume che tali ambienti abbiano sollevato il suo carattere verso l'aggregazione esoterica. Classico esempio è l'opera dal titolo Melencolia I, realizzata nel 1514, in cui sono presenti evidenti simbologie ermetiche. Dürer, pittore e incisore tedesco, conobbe e ammirò l'arte italiana. Nelle sue opere combinò la prospettiva e le proporzioni rinascimentali con il gusto tipicamente nordico per il realismo dei dettagli. I volti, i corpi e gli abiti dei suoi personaggi sono raffigurati con minuziosi particolari, gli ambienti sono descritti in maniera realistica e gli spazi sono chiari e ordinati grazie a una precisa griglia prospettica.
Albrecht Dürer, terzo di otto figli, nacque dall'omonimo orefice, detto "il Vecchio", e da sua moglie Barbara Holper. Dei fratelli e sorelle, solo altri due maschi raggiunsero l'età matura: Endres e Hans, che fu pure pittore alla corte di Sigismondo I di Polonia a Cracovia.
Il padre era originario dell'Ungheria, da dove si era trasferito all'età di ventotto anni per completare la sua formazione in Germania e nelle Fiandre; la sua famiglia, a sua volta, doveva essere di origine sassone, ma da tempo trasferitasi in Transilvania. Il nonno di Dürer, Anton, era nato in una famiglia di contadini e allevatori ad Ajtós e si era trasferito in giovane età a Gyula, vicino a Gran Varadino (l'odierna Oradea in Romania); Anton fu il primo artigiano della famiglia, seguito da Albrecht il Vecchio e da suo nipote Unger (cugino di Dürer).
Albrecht il Vecchio compare in una lista di archibugieri ed arcieri della città di Norimberga già a diciassette anni; dopo alcuni viaggi di perfezionamento nei Paesi Bassi, si stabilì definitivamente a Norimberga, dove entrò nella bottega di Hieronymus Holper, per poi, ormai a quarant'anni, sposarne la figlia appena quindicenne, Barbara. Il matrimonio, celebrato l'8 giugno 1467, gli garantì l'accesso alla cittadinanza norimberghese e, dopo il versamento di una somma di dieci fiorini, la qualifica di "maestro", che gli apriva le porte nel mondo chiuso e ricco di privilegi delle corporazioni. Stimato e benestante, ma non ricco, Albrecht il Vecchio morì il 20 settembre 1502: due anni dopo la vedova si trovava già in condizioni di totale indigenza e venne presa a carico dal figlio Albrecht.
Esistono due ritratti del padre di Dürer, uno agli Uffizi di Firenze e uno alla National Gallery di Londra, oltre a un disegno a punta d'argento generalmente ritenuto autografo; della madre resta una tavola a Norimberga e un disegno a carboncino fatto nel 1514, quando la donna aveva 63 anni...


Giobbe (in ebraico: 'Iyyōbh, in greco: 'Ιώβ, nella Vulgata: Iob [Alcuni Padri della Chiesa anche Hiob], in arabo Ayoub (أيوب Ayyūb), la variante in turco è Eyüp, e il significato del suo nome probabilmente è "osteggiato", che "sopporta le avversità".)- è un patriarca idumeo protagonista del Libro di Giobbe, libro dei Ketuvim della Bibbia ebraica e classificato dai cristiani tra i libri sapienziali dell'Antico Testamento.
Illustrazioni del Libro di Giobbe da parte del pittore William Blake: Satana infligge le piaghe a Giobbe (Tate Britain, Londra)
Giobbe rappresenta l'immagine del giusto la cui fede è messa alla prova da parte di Dio. I cattolici ne festeggiano la santità il 10 maggio.
Giobbe viene descritto come un uomo giusto, ricchissimo e felice, che viveva piamente la sua vita onorando Dio. Satana vuole convincere Dio che Giobbe finge di praticare la sua fede ma solo per conservare i suoi beni materiali con il beneplacito divino. Allora Dio permette che Satana metta alla prova Giobbe che invece, nonostante i mali che lo travagliano per le prove che Satana gli fa subire, sopporterà con rassegnazione la perdita dei suoi beni, dei suoi sette figli e tre figlie che moriranno nel crollo della casa di uno di loro e anche le sofferenze dovute alla malattia che lo ha colpito. Inoltre egli sopporta i rimproveri di tre suoi amici, senza bestemmiare una sola volta il suo Dio. Dio gli spiegherà in seguito che non bisogna giudicare l'operato divino dal punto di vista umano. Infine lo ristabilirà in tutti i suoi averi raddoppiandoglieli e gli darà di nuovo sette figli e tre figlie ...

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