×
Vittore Crivelli (Venezia, 1440 circa – Fermo, 1501/1502)
Vittore Crivelli (Venezia, 1440 circa – Fermo, 1501/1502) è stato un pittore italiano del Rinascimento.
Figlio di Iacopo e fratello del più famoso Carlo, nacque a Venezia e fu anch'egli pittore. La prima notizia che lo riguarda lo dà presente a Zara, e risale al 1465 (Zampetti, 1960, pp. 227 s.; Di Provvido, 1972, p. 304).
Mancando qualsiasi documentazione sulla data di nascita, si può con qualche certezza supporre che fosse di pochi anni più giovane di Carlo, a causa degli stretti richiami stilistici che lo legano, in modo subordinato, al fratello. È dunque possibile ipotizzare che i due fratelli lasciassero assieme Venezia, per trasferirsi in Dalmazia, probabilmente al seguito dello Schiavone. Ad ogni modo nel 1465 il C. giovanissimo non era più, se viene chiamato "maestro Vittore Crivelli pittore".
La sua presenza a Zara ebbe una durata ben maggiore di quella di Carlo, che nel 1468 e forse da qualche tempo, era già presente nelle Marche. Infatti il C. vi è ricordato in documenti successivi fino al 1476, quando acquista una casa, impegnandosi a pagarla ratealmente, anche con dipinti da eseguire (Di Provvido, 1972, p. 310). Ma nel 1481 ha pure lui attraversato l'Adriatico per firmare un contratto per un dipinto da eseguire per la chiesa di S. Maria di piazza di Loro Piceno, opera andata dispersa (Crocetti, 1976); il documento venne steso a Fermo il 18 giugno dal notaio Antonio Bertacchini (Di Provvido, 1972, pp. 314 ss.). Il C. evidentemente prese stabile dimora in quella città, perché in atti successivi è sempre dichiarato come abitante a Fermo. Anzi vi prese in moglie una Solario, figlia di Pietro. Poiché anche il ben noto Antonio, pittore, era figlio di un Pietro, c'è da pensare che i due artisti entrambi veneziani di origine, fossero cognati. Il C., dunque, fa parte per se stesso e non segue Carlo ad Ascoli. Si direbbe, anzi, che, almeno in un secondo tempo, i due si fossero divisi il campo d'azione, avendo il C. svolto la sua opera soprattutto nel territorio di Fermo e della sua diocesi. Le sue opere più note sono il polittico di Torre di Palma (Fermo), quello di San Severino e un altro a Sant'Elpidio a Mare, conservati insitu con le loro strutture lignee. Ma moltissime altre sono andate disperse o smembrate, seguendo la stessa sorte di quelle di Carlo...