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Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828)
Francisco José de Goya y Lucientes (Fuendetodos, 30 marzo 1746 – Bordeaux, 16 aprile 1828) è stato un pittore e incisore spagnolo.
Francisco de Goya y Lucientes nacque il 30 marzo del 1746 a Fuendetodos, una desolata cittadina rurale nei pressi di Saragozza (nell'Aragona), presso la quale i genitori si erano insediati in quel periodo per motivi ignoti. Il padre, José Benito de Goya Franque, era un maestro doratore di origini basche (gli avi paterni del pittore erano, infatti, originari di Zerain) e si segnalava soprattutto per i suoi lavori per la basilica di Nostra Signora del Pilar; la madre, Gracia de Lucientes y Salvador, apparteneva invece ad una famiglia decaduta della piccola nobiltà aragonese. Da quest'unione, legittimata nel 1736 con le nozze, Francisco Goya nacque come quartogenito: suoi fratelli erano Rita (n. 1737), Tomás (n. 1739), destinato a seguire le orme paterne, Jacinta (n. 1743), Mariano (n. 1750) e Camilo (n. 1753).
Nel 1749 la famiglia Goya y Lucientes si trasferì per motivi di lavoro a Saragozza, dove qualche anno prima aveva comprato una casa. Qui il giovane Francisco poté frequentare gratuitamente il collegio delle Scuole Pie dei Padri scolopi, compiendo un iter scolastico abbastanza regolare ma non particolarmente brillante: malgrado potesse leggere, scrivere e contare senza troppe difficoltà, il giovane Goya sembrava «non interessarsi affatto alle questioni teologiche e filosofiche, tanto che anche la sua carriera di pittore fu senza pretese: Goya non era affatto un teorico d'arte», per dirla con le parole di Robert Hughes. Fu proprio nel collegio, tuttavia, che Goya conobbe Martín Zapater, con il quale stabilì un rapporto di reciproca stima e di amicizia destinato a perdurare profondamente, come ci è testimoniato dalla fitta corrispondenza epistolare che li tenne legati per lungo tutto l'arco della loro vita.
Nel frattempo il giovane Goya manifestò una precoce vocazione per il disegno e per la pittura. Il padre, intuendone le inclinazioni e le potenzialità, allocò il figliolo presso la bottega del pittore locale José Luzán y Martínez, condiscepolo del Solimena ed emulo di Luca Giordano e Pietro da Cortona, dal quale trasse «una grande facilità di mano, una grande rapidità di esecuzione e un certo gusto per la decorazione e per l'armonia del colore» (Pietro D'Achiardi). Nell'atelier del Luzán, uomo attento e coscienzioso verso gli allievi, Goya trovò molti compagni (fra cui Francisco Bayeu) e compì grandi e rapidi progressi, apprendendo i rudimenti del disegno e copiando le stampe dei maestri del rinascimento e del barocco italiano...