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santi nati nel giorno




I SANTI DEL GIORNO: 20 marzo, San Giovanni Nepomuceno (Nepomuk, prima del 1349 – Praga, 20 marzo 1393)

San Giovanni Nepomuceno (Nepomuk, prima del 1349 – Praga, 20 marzo 1393)



Martirio di San Giovanni Nepomuceno

Martirio di San Giovanni Nepomuceno
Chiesa di San Polo (Venezia)-Oratorio del Crocifisso



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Giandomenico Tiepolo (Venezia, 30 agosto 1727 – Venezia, 3 marzo 1804)


Giandomenico Tiepolo o Giovanni Domenico Tiepolo, a volte ricordato semplicemente Domenico Tiepolo (Venezia, 30 agosto 1727 – Venezia, 3 marzo 1804) è stato un pittore italiano, cittadino della Repubblica di Venezia.
Giandomenico era figlio di Giambattista Tiepolo, nonché fratello del più giovane Lorenzo e nipote di Francesco Guardi e Gianantonio Guardi, essendo la madre di Giandomenico, Maria Cecilia Guardi, sorella dei due vedutisti. Il padre, noto pittore, discendeva da una modesta famiglia per nulla imparentata coi ricchi Tiepolo nobili veneziani.
A 13 anni entrò a far parte della bottega del padre e a 19 anni ricevette dall'allora parroco della Chiesa di San Polo, Bartolomeo Carminati, l'incarico di dipingere nell'oratorio del Crocefisso di tale chiesa la serie di Stazioni della Via Crucis, riprodotta successivamente in quattordici fogli incisi all'acquaforte tra il 1748 e il 1749.
Nel 1748 dipinse inoltre la Guarigione dell'ossesso presso la chiesa di San Francesco di Paola.
Dalla fine del 1750 alla primavera del 1753 fu con il padre, in Baviera, a Würzburg, per occuparsi delle decorazioni della “Residenza” di Karl Philipp von Greiffenklau, principe vescovo del Sacro Romano Impero. In questa occasione gli venne concessa l'autonomia nell'esecuzione delle sovrapporte (“Giustiniano legislatore”, “Costantino difensore della Fede”, “S. Ambrogio respinge l'imperatore Teodosio”). Per il principe vescovo dedicò nel 1753 le ventiquattro incisioni dell'album delle “idee Pittoriche sopra la fuga in Egitto di Gesù, Maria e Giuseppe...”. ..


Giovanni (Jan) Nepomuceno, ovvero di Nepomuk (Nepomuk, prima del 1349 – Praga, 20 marzo 1393), è stato un presbitero boemo, canonico nella cattedrale di Praga e predicatore alla corte di re Venceslao, il quale lo fece uccidere per annegamento. Proclamato santo da papa Benedetto XIII nel 1729, è patrono della Boemia, dei confessori e di tutte le persone in pericolo di annegamento. La sua festa cade il 16 maggio.
Documenti esistenti, registri ecclesiastici e cronache del tempo riferiscono in maniera chiara che nel 1393 un certo Giovanni di Nepomuk era vicario generale dell'arcidiocesi di Praga e che il 20 marzo dello stesso anno, su ordine di re Venceslao IV di Boemia, fu gettato nella Moldava e vi affogò.
Questo Giovanni era il figlio di Velflin (o Wölflin), un cittadino di Pomuk (Nepomuk è una piccola città a 30 km da Plzeň (Pilsen) in Boemia; si formò nel XIV secolo incorporando il borgo di Pomuk, attestato da diversi secoli), e aveva studiato teologia e giurisprudenza all'Università di Praga. Nel 1373 prese gli ordini e divenne notaio pubblico nella cancelleria episcopale, nel 1374 fu protonotaio e poi segretario dell'arcivescovo Giovanni di Jenštejn[1]. Continuò poi i suoi studi in giurisprudenza all'università di Padova, dove ottenne nel 1387 la laurea in diritto canonico. Egli fu inizialmente un canonico nella chiesa di Sant'Egidio a Praga e nel 1389 divenne parroco della chiesa di San Gallo e canonico della cattedrale di Vyšehrad. .. CONTINUA SU WIKIPEDIA




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