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I SANTI DEL GIORNO: 29 novembre, Santa Illuminata (... – Martana, 29 novembre 303)

Santa Illuminata (... – Martana, 29 novembre 303)



Pala di Montefalco-(SS. Vincenzo, Illuminata, Nicola da Tolentino) -Montefalco ex chiesa di San_Francesco-1480ca


Pala di Montefalco-(SS. Vincenzo, Illuminata, Nicola da Tolentino) -Montefalco ex chiesa di San_Francesco-1480ca


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Antoniazzo Romano (1430-1435 circa – Roma, 17 aprile 1508)


Antonio di Benedetto degli Aquili detto Antoniazzo Romano (1430-1435 circa – Roma, 17 aprile 1508) è stato un pittore italiano.
Fu uno dei pittori principali della scuola romana del Rinascimento.
Eseguì - probabilmente tra il 1464 e il 1465 - con la sua bottega la decorazione ad affresco della cappella Bessarione nella Basilica dei Santi Apostoli, a Roma. La sua prima opera conosciuta è la Madonna del Latte conservata al Museo civico di Rieti (1464), seguita dal trittico conservato nella chiesa di San Francesco a Subiaco (1467).
Al 1468 si data il ciclo di affreschi sulla vita di Santa Francesca Romana nel monastero delle Oblate di Tor de' Specchi.
Il periodo più proficuo e noto del suo lavoro si ha tra il 1475 e il 1490 soprattutto a Roma: è del 1475 circa la Madonna di papa Leone I (conservata oggi a Dublino, National Gallery). Nello stesso anno Antoniazzo operò anche in Vaticano con Domenico Ghirlandaio e poi con Melozzo da Forlì, mentre nel 1480-1482 lavorava con il Perugino nella Cappella Sistina.
Recentemente attribuito ad Antoniazzo è il ciclo con le Storie dell'invenzione della vera croce (fine XV secolo) che decora la calotta absidale della basilica di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, opera a lungo attribuita al Pinturicchio. Altra notevole prova di Antoniazzo è l'affresco con il Trionfo di Gentile Orsini, ammirabile nel Castello di Bracciano. ..


Illuminata (... – Martana, 29 novembre 303) fu una martire cristiana, vittima delle persecuzioni di Diocleziano, venerata come santa.
Secondo una leggendaria biografia della santa, Illuminata sarebbe nata a Palazzolo, presso Ravenna, da genitori pagani o ariani e si chiamava Cesarea; si convertì al Cristianesimo e prese il nome di Illuminata. Il padre la denunciò al prefetto di Ravenna, Sebastiano, che voleva sposarla; fu messa in carcere, ma un angelo la liberò e la condusse sulla via Salaria; di là si diresse verso l'Umbria, dove operò molti miracoli e fu raggiunta dai genitori che nel frattempo si erano anch'essi convertiti.
In quei luoghi vicino Todi la giovane visse un'esperienza di eremitaggio. Il prefetto di Martana la fece arrestare ancora una volta e morì in carcere insieme con i genitori il 29 novembre 303.
I loro corpi furono sepolti in un luogo detto Papiniano o Bagno di Papinio, a due miglia dalla città, mentre la reliquia di un braccio di Illuminata giunse a Todi e conservato nel monastero delle Milizie.
Di questa biografia esistono diverse redazioni più o meno uguali e leggendarie che riguardano altre sante: la greca Fotina (in lat. illuminata), Firmina di Amelia e Felicissima venerata a Todi e a Perugia: si tratterebbe della stessa persona venerata con tre nomi diversi oppure di plagi occorsi tra gli agiografi: del resto la diversità del luogo e del dies natalis delle tre sante è un buon argomento per concludere per la diversità delle persone. .. CONTINUA SU WIKIPEDIA




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