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I SANTI DEL GIORNO: 7 novembre, San Prosdocimo di Padova (... – Padova, 100 circa)

San Prosdocimo di Padova (... – Padova, 100 circa)



San Prosdocimo e San Pietro


San Prosdocimo e San Pietro


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Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone (Pordenone, 1483 – Ferrara, 14 gennaio 1539)


Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone (Pordenone, 1483 – Ferrara, 14 gennaio 1539), è stato un pittore italiano.
Il suo stile, dopo il contatto con la grande maniera romana, di Raffaello e Michelangelo, si indirizzò verso toni magniloquenti, in un originale equilibrio tra ricordi classici e citazioni narrative di indole popolare, soprattutto nei lavori destinati alla provincia. È considerato il massimo pittore friulano del Rinascimento.
Fu ricordato da Vasari, che gli dedicò una biografia dove viene definito: «il più raro e celebre […] nell'invenzione delle storie, nel disegno, nella bravura, nella pratica de' colori, nel lavoro a fresco, nella velocità, nel rilievo grande et in ogni altra cosa delle nostre arti». Lo storico aretino lo presentò però con il nome di Giovanni Antonio "Licinio" da Pordenone, dando origine così alla confusione con il pittore Bernardino Licinio, risolta solo al principio del Novecento.
La sua formazione, secondo il Vasari, avvenne sotto l'influsso del Giorgione e, secondo il Ridolfi, sotto Pellegrino da San Daniele. Fu influenzato, agli inizi, oltre che dall'esempio di Andrea Mantegna, probabilmente dalla conoscenza delle incisioni del Dürer e di altri artisti nordici. Nel 1514-1515 fu a Roma, a contatto con l'opera di Raffaello e Michelangelo. Fu attivo in diversi paesi del Friuli, in Umbria, nei possedimenti dei d'Alviano, signori di Pordenone, a Venezia, dove nel 1528 perse contro Tiziano il concorso indetto per la realizzazione della Pala di san Pietro martire per la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, e in Emilia, tra il 1529-30. Nel 1532 fu a Genova per lavorare alla Villa del Principe di Andrea Doria...


San Prosdocimo di Padova (... – Padova, 100 circa) è stato il primo vescovo di Padova.
Secondo la tradizione, sarebbe vissuto nel I secolo, sarebbe stato discepolo di san Pietro apostolo da cui sarebbe stato consacrato vescovo; sarebbe morto in tarda età a Padova attorno all'anno 100. Le sue spoglie sono venerate nel sacello a lui dedicato, una delle più antiche costruzioni della città. È patrono di Padova con sant'Antonio, santa Giustina e san Daniele.
La tradizione cristiana lo vuole primo vescovo della città di Padova[2]. Secondo la tradizione, Prosdocimo sarebbe stato il secondo evangelizzatore della diocesi di Belluno, dopo sant'Ermagora, primo vescovo di Aquileia e discepolo di san Marco evangelista. La tradizione vorrebbe anche vedere in san Prosdocimo il primo evangelizzatore di Feltre.
Tracce del suo passaggio si hanno anche nell'alto vicentino dove, sempre per tradizione, la sua predicazione ha convertito le genti della Val Leogra e l'insediamento della prima chiesa locale in quel di Pievebelvicino (VI) al posto dell'esistente tempio dedicato a Diana dea della caccia.
Dal suo nome si deduce che era di origine elleniche: il nome Prosdocimo significa l'atteso in greco. Poche e tardive sono le testimonianze scritte di questo vescovo, riportate in testi agiografici pittoreschi. Le tardive fonti scritte sono anche dovute al fatto che Padova in epoca longobarda venne completamente rasa al suolo e impiegò molto tempo prima di riprendersi. Questo evento non riuscì comunque a cancellare dalla memoria dei credenti il suo primo vescovo... CONTINUA SU WIKIPEDIA




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