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I SANTI DEL GIORNO: 9 novembre, Sant Agrippino (II secolo – 233)

Sant Agrippino (II secolo – 233)



San Gennaro e Sant'Agrippino cacciano i saraceni da Napoli


San Gennaro e Sant'Agrippino cacciano i saraceni da Napoli


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Stefano Pozzi (Roma, 9 novembre 1699 – Roma, 1768)


Stefano Pozzi (Roma, 9 novembre 1699 – Roma, 1768) è stato un pittore italiano.
SStefano Pozzi è stato un artista versatile, attento all'evolversi del gusto. Fu allievo di Andrea Procaccini, poi di Agostino Masucci, quindi di Pompeo Batoni che nel 1758 sostituirà nell'incarico di Custode delle pitture dei Palazzi Vaticani. Si ispirò al gusto di Carlo Maratta, artista simbolo della pittura romana del Settecento, ma con toni più delicati, morbidi e sobri. Raffinato ed elegante, il suo rococò di stampo romano, che risente anche dalla pittura di Sebastiano Ricci, tende a una grazia un po' algida e prelude il neoclassicismo.
L'Accademia di San Luca conserva un suo studio, datato 1716, dell’Urania del Campidoglio. Stefano diventò diventò socio dell'Accademia di San Luca nel 1736 e nel 1739 fu accolto nella Congregazione dei Virtuosi al Pantheon, di cui fu eletto reggente nel 1742. Ebbe più volte la Direzione dell’Accademia del Nudo, in Campidoglio. Numerosi furono i suoi allievi: tra questi Antonio Cavallucci (1752–1795), pittore del tardo Barocco, e Giacomo Quarenghi ed Andrea Vici che dalla pittura passarono poi all'architettura.
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Agrippino (II secolo – 233) è stato il sesto vescovo di Napoli, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e patrono di Arzano e di Arpino, frazione del comune di Casoria (NA). È un personaggio della cui vita e del cui operato sappiamo molto poco.
Indagando tra le testimonianze letterarie, desta meraviglia il fatto che nel Martirologio Geronimiano, il più antico calendario universale della chiesa (V secolo per la sua prima fase redazionale), ricorra più volte il nome di un Agrippinus, nei giorni 1º gennaio e 15 e 20 luglio, ma che in nessuno di questi casi si tratti del vescovo napoletano.
Bisogna allora far riferimento a una delle fonti privilegiate relative alla prima chiesa di Napoli, il cosiddetto Chronicon o Gesta Episcoporum (VIII-IX secolo) della chiesa napoletana, un testo che tenta di ricostruire tutta la lista dei vescovi che si sono succeduti sul soglio episcopale della città e di dare alcune notizie, più o meno dettagliate, della loro vita e della loro attività pastorale.
In esso Agrippino occupa il sesto posto e viene denominato amator patriae e defensor civitatis, dedito alla preghiera di intercessione per i cristiani a lui devoti e capace di operare numerosi miracoli. Si dice, inoltre, che le sue spoglie furono traslate nella basilica della Stefania.
Nel testo agiografico della Vita S. Athanasii (X secolo), Agrippino viene considerato patrono e difensore della città di Napoli prima che fosse qui traslato il beatissimo Gennaro, martire di Cristo, mentre nella Vita S. Severi (XI secolo) Agrippino e Gennaro appaiono insieme al vescovo Severo morente.
È invece il Libellus miraculorum S. Agrippini, composto tra i secoli VIII-X, a riportare undici miracoli operati dal vescovo di cui tutti, eccetto tre, operati presso il primitivo sepolcro del santo vescovo nelle catacombe poi dette di S. Gennaro. .. CONTINUA SU WIKIPEDIA




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