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I SANTI DEL GIORNO: 25 ottobre, San Gaudenzio da Brescia (Brescia, ... – 410)

San Gaudenzio da Brescia (Brescia, ... – 410)



San Gaudiosa da Brescia


San Gaudioso da Brescia


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Girolamo da Romano detto il Romanino (Brescia, 1484 circa – 1566 circa)


Girolamo da Romano, oppure Romani, detto il Romanino (Brescia, 1484 circa – 1566 circa), è stato un pittore italiano.
Figlio di Luchino, esponente di una famiglia che dall'inizio del XV secolo si insediò a Brescia, ma originaria di Romano di Lombardia. La sua formazione avvenne tra Brescia e Venezia, con influenze di Giorgione e di Dürer, come dimostra la Madonna col Bambino, conservata presso il Museo del Louvre ed eseguita verso la metà del primo decennio. Negli anni successivi, l'artista si indirizzò verso i modi illusionistico prospettici milanesi di Bramantino e Bernardo Zenale. Databili al 1509, sono gli affreschi con Episodi della vita di Nicolò Orsini, realizzati per palazzo Orsini a Ghedi e conservati da metà '800 a Budapest;dello stesso periodo è anche la Paletta di san Rocco nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Brescia.
Datato al 1510 è il Compianto sul Cristo morto, già in San Lorenzo a Brescia e ora nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia, dove sui modi della tradizione del «realismo» lombardo si innestano riferimenti cremonesi e ferraresi.
Di questo periodo, dove la prospettiva illusionistica di ascendenza milanese ha la preponderanza, sono: l'affresco con la Madonna, santi e committenti per la romanica chiesa di San Pietro a Tavernola Bergamasca, la Pietà in San Francesco a Brescia, e due coppie di santi, divise tra la raccolta Cunietti di Milano e il Museo di Kassel, un tempo parte di un polittico commissionato nel 1511.
Successivamente si trasferì a Padova, dove nell'aprile del 1513, l'artista fu incaricato dai Padri Benedettini del Monastero di Santa Giustina di realizzare la pala dell'altare maggiore. L'opera mostra un esplicito riferimento a Tiziano, di cui poté studiare i tre affreschi della Scuola del Santo; nella pala riaffiorano anche, nell'architettura bramantesca della volte a botte che sovrasta le figure, ricordi della formazione lombarda. La pala ornò l'altare maggiore fino al 1866, anche dopo che nel 1810 fu soppresso il monastero in seguito ai Decreti Napoleonici; fu quindi trasferita alla Pinacoteca Civica, insieme a numerose altre opere provenienti dal monastero, dove si può ammirare ancora oggi, dopo un recente restauro.
Gli stessi padri benedettini gli commissionano un “cenaculo”, per il refettorio del convento, probabilmente precedente cronologicamente alla pala, mentre erano già state realizzate dal Romanino due ante d'organo, oggi perdute. ..


Gaudenzio (Brescia, ... – 410) fu vescovo di Brescia dal 387 al 410, viene venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
È il IX vescovo di Brescia, computando nella serie anche S. Anatolio, compreso tra i Santi Filastrio e Paolo I, detto poi Paolino; XII tra i presunti diciannove officianti in Sant' Andrea. Il Faino lo computa XI dei vescovi bresciani. Gradenigo, Brunati, Barchi, Onofri e gli Annuari Diocesani IX; Savio, Lanzoni e Guerrini l'VIII. Cronologia: L'Ughelli ne protrae l'episcopato fino al 427, con esso il Labbe, il Faino lo pone tra il 385 e il 424, nel qual' anno sarebbe morto al 26 ottobre; il Gradenigo lo pensa tra il 387 circa e il 410 e in quest'ultima data che segnerebbe quella della morte, concorderebbero anche Luigi Sebastiano Tillemont e il Gagliardi; il Brunati segna gli estremi nel 390 e 410; il Barchi e anche l'Onofri concordano nel 387 circa; il Savio lo vede tra il 390 e il 406; il Guerrini dal 390 al 410, e gli Annuari Diocesani dal 387 al 411. I due martirologi, assegnano alla festa di S. Gaudenzio il 25 ottobre in concorrenza colla celebrazione universale dei Santi Crisanto e Daria, onorati un tempo in una basilichetta tra le due cattedrali di S. Pietro de Dom e S. Maria Rotonda. Alla festa del 25 ottobre, il Martirologio Bresciano aggiunge altri due richiami. Il primo è alla terza domenica di gennaio per la festa strettamente locale a S. Giovanni di città, della quale non se ne sa di preciso l'origine e le ragioni, se non forse nel richiamo del 22 gennaio, ricorrenza dell'omonimo S. Gaudenzio di Novara. Il secondo richiamo martirologico si ferma al 9 luglio per commemorare la solenne traslazione interna promossa per S. Gaudenzio e i Santi Teofilo e Silvia e attuata con un solenne percorso per le vie della città il 9 luglio 1506. Con tutta probabilità Gaudenzio nacque nel territorio bresciano se non in città. Nella Riviera bresciana è viva la tradizione, raccolta pure dall'abate Brunati, nelle Vite dei Santi bresciani, che S. Gaudenzio sia appartenuto a una famiglia emigrata da Roma e stanziata a Gaino di Toscolano. .. CONTINUA SU ENCICLOPEDIABRESCIANA




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