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I SANTI DEL GIORNO: 5 ottobre, San Placido (515 – Messina, 5 ottobre 541)

San Placido (515 – Messina, 5 ottobre 541)



Martirio di San Placido - Chiesa di Santa Giustina - Padova


Martirio di San Placido - Chiesa di Santa Giustina - Padova


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Luca Giordano (Napoli, 18 ottobre 1634 – Napoli, 12 gennaio 1705)


Luca Giordano (Napoli, 18 ottobre 1634 – Napoli, 12 gennaio 1705) è stato un pittore italiano, attivo soprattutto a Napoli, Firenze, Madrid e Roma.
È conosciuto anche con il soprannome di "Luca Fapresto" ("Luca fai presto"), soprannome datogli mentre stava lavorando nella chiesa di Santa Maria del Pianto a Napoli, quando dipinse in soli due giorni le tele della crociera. Il soprannome era tuttavia dato anche per la sua sorprendente velocità nel copiare i grandi maestri del Cinquecento, tra cui Raffaello, Tiziano e Paolo Veronese, ma guardando anche al naturalismo di Caravaggio e Jusepe de Ribera e agli apripista del barocco come Pieter Paul Rubens, Giovanni Lanfranco e Pietro da Cortona.
Luca Giordano nacque a Napoli il 18 ottobre 1634 da Antonio, modesto pittore, e da Isabella Imparato, e fu battezzato nella Chiesa di Sant'Anna di Palazzo.
Le prime opere del Giordano risalgono agli anni '50 del XVII secolo, segnate da una profonda influenza che la pittura napoletana subì dopo il passaggio di Caravaggio; si pensi al Cristo e l'adultera (1653). Successivamente, i biografi del tempo riferiscono che il padre lo mandò a disegnare le opere più rare delle chiese e gallerie di Napoli e che poi lo condusse con sé a Roma per fargli studiare le opere antiche e degli uomini insigni...


Placido (515 – Messina, 5 ottobre 541) fu un monaco e martire cristiano, seguace di Benedetto da Norcia. Venerato come santo dalle Chiese cattolica e ortodossa.
Era il principale discepolo di Benedetto con Mauro.
Placido nacque a Roma nel 515, dalla nobile ed antica famiglia degli Anicii, da Tertullo e dalla messinese Faustina. Primo di quattro fratelli, fu introdotto in tenera età, insieme a Mauro, nel cenobio di Subiaco ove Benedetto da Norcia aveva iniziato la sua opera monastica. In seguito Benedetto, Mauro e Placido si trasferiranno a Cassino dove fonderanno sul colle soprastante il celebre Monastero di Montecassino. Mauro e Placido furono così i testimoni e i confondatori nella nascita del monachesimo benedettino, come ampiamente descritto dai Dialoghi di San Gregorio Magno. La tradizione vede poi San Benedetto inviare San Mauro in Gallia e San Placido in Sicilia per fondare nuovi monasteri. San Placido percorrendo la Via Popilia raggiunse Reggio e poi Messina insieme ai monaci Donato e Firmato. Giunto nell'antica Zancle fonderà nei resti della vasta necropoli della città un primo cenobio benedettino dedicato a San Giovanni Battista, in nucleo originario dell'attuale chiesa di San Giovanni di Malta. Di questo primo luogo di culto, edificato intorno al 535, rimane un capitello oggi custodito nel Palazzo della Prefettura. Il 5 Ottobre del 541 questo monastero verrà assalito da pirati vandali che avevano abbracciato l'eresia di Ario e quindi in odio alla Chiesa di Roma uccideranno i circa trenta monaci ed il loro abate San Placido. In questa carneficina verranno uccisi anche i fratelli dell'abate: Flavia, Eutichio e Vittorino.
Il culto a san Placido e compagni martiri, già attestato nel Martirologio geronimiano, fu ampio nel Medioevo ed ebbe un suo rinnovato fervore con il ritrovamento a Messina delle loro reliquie, il 4 agosto 1588, in occasione di lavori di restauro intrapresi dall'Ordine di Malta alla Chiesa di San Giovanni di Malta, ove ancora oggi si conservano. La devozione al glorioso Martire, autorizzata da apposita Bolla di Sisto V, fu costantemente sostenuta e difesa per secoli dal Sovrano Militare Ordine di Malta, dal Senato di Messina e dall'Arciconfraternita di San Placido. Nell'Archivio Segreto Vaticano si conserva un lungo e dettagliato elenco, con relative testimonianze giurate, dei presunti miracoli operati dal Signore per intercessione di san Placido e Compagni Martiri al solo contatto con queste prodigiose acque. Si tramanda che anche lo stesso celebre pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio nel 1608 fu testimone della resurrezione di un giovane al solo contatto dell'acqua di san Placido e che volle eternare questo miracolo nel celebre dipinto dei Crociferi, oggi al Museo Regionale... CONTINUA SU WIKIPEDIA




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