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I SANTI DEL GIORNO: 1 settembre, San Prisco di Capua (... - I secolo)

San Prisco di Capua (... - I secolo)



Trinità con la Madonna e i Santi Prisco e Agnello


Trinità con la Madonna e i Santi Prisco e Agnello.


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Giuseppe Castellano (Napoli, ante 1660 - Roma, 13 gennaio 1725)


CASTELLANO, Giuseppe. - Nato probabilmente prima del 1660 a Napoli, fu qui pittore di una certa notorietà, anche se di lui Bernardo De Dominici (Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani, Napoli 1742-1745), il quale perfino degli artisti minori del suo tempo dà notizie spesso dettagliate, stranamente non parla. Sta di fatto che, entrato nel gennaio del 1686 nella corporazione dei pittori napoletani - la "Confraternita di S. Anna e di S. Luca dei Pittori" al Gesù Nuovo -, l'anno seguente il C. ne fu eletto prefetto. Ricopri tale carica anche nel 1695 e nel 1700, mentre nel 1699, essendo stato pure eletto, "per sua modestia" non l'accettò, ma volle "cederla al sign.r Luca Giordano, et esso... esistere per primo assistente". Si trattò evidentemente di un atto di omaggio al maestro che, trovandosi in Spagna, doveva aver ottenuto qualche voto in meno e che il C. in effetti sostituì. D'altra parte egli fu abbastanza attivo nella corporazione, se durante il suo primo governo, nel 1687, promosse la fondazione del Monte dei maritaggi per le figlie dei pittori iscritti e se poi fu tra quelli che offrirono gratuitamente la loro opera per la decorazione della cappella della Confr.aternita: nel 1689, allorché con Paolo de Matteis ed altri ornò la volta, e dieci anni dopo, quando nella tribuna eseguì, accanto ad affreschi di altri pittori, i busti di S. Maria Maddalena de' Pazzi e di S. Caterina da Siena, di S. Pietro e di S. Paolo in monocromato e, nel catino, una Gloria di puttini e di angeli. Ed è significativo che nel 1710, allorché la decorazione della cappella venne rinnovata, questa conservò, per la loro qualità, la Gloria stessa e l'affresco centrale della volta del de Matteis...


Prisco (... – I secolo) tradizionalmente considerato il primo vescovo dell'antica Capua, fu un martire cristiano; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Secondo una tradizione derivata dal Martirologio di Adone di Vienne (IX secolo), che il cardinale Alfonso Capecelatro, arcivescovo di Capua, parrebbe assecondare, la casa di Prisco sarebbe stata il luogo ove si svolse l'Ultima cena. A parlarne per primo sarebbe stato Pietro de' Natali (XIV secolo) che avrebbe per questo citato affermazioni di papa Damaso I. Nelle opere del Papa, tuttavia, tale affermazione non si ritrova. Lo stesso autore indica che Prisco si sarebbe recato in Antiochia al seguito di Pietro per opere di evangelizzazione, stabilendosi infine come predicatore a Capua per circa un ventennio. Tale tradizione, del resto, è riportata negli Acta Atinensis Ecclesiae dove, parlando di Pietro e dei suoi discepoli giunti a Roma da Antiochia, si afferma che il principe degli apostoli passò per Napoli dove consacrò vescovo Aspreno e per Capua dove lasciò vescovo Prisco. Ma gli Acta, composti da un anonimo nel XIII secolo, non sono del tutto attendibili, in quanto è un'opera tardiva scritta più per rinvigorire la devozione popolare che per scopi storici.
Un'altra trattazione di rilievo sul Santo fu scritta da monsignor Francesco Granata, vescovo di Sessa, secondo il quale il Prisco procurò la distruzione del Tempio di Diana Tifatina ed ebbe due discepoli, in particolare san Sinoto, che sarebbe stato il suo successore. Sempre secondo il Granata, il Santo ebbe per prima chiesa la cosiddetta "Grotta" (un rifugio nel sottosuolo, forse catacombale), che sarebbe in seguito stata chiamata Santa Maria Maggiore o Santa Maria di Capua.
Ed è stata proprio questa confusione tra leggenda e traduzione a convincere gli storici moderni della non esistenza storica di un Prisco protovescovo capuano. Non essendovi alcuna prova certa dell'esistenza di un Prisco capuano, gli studiosi (Delehaye, Lanzoni, Jadin e Bourque) hanno identificato il santo festeggiato il 9 maggio con san Prisco di Nocera, ricordato espressamente da san Paolino in un suo carme... CONTINUA SU WIKIPEDIA




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