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I SANTI DEL GIORNO: 19 settembre, San Gennaro, vescovo - (Benevento, 21 aprile 272 – Pozzuoli, 19 settembre 305)

San Gennaro, vescovo, (Benevento, 21 aprile 272 – Pozzuoli, 19 settembre 305)



Gli infermi guariti con olio di san Gennaro-Chiesa di san Gennaro-Napoli


Gli infermi guariti con olio di san Gennaro-Chiesa di san Gennaro Napoli


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Domenico Zampieri, detto Domenichino (Bologna, 21 ottobre 1581 – Napoli, 6 aprile 1641)


Domenichino, pseudonimo di Domenico Zampieri (Bologna, 21 ottobre 1581 – Napoli, 6 aprile 1641), è stato un pittore italiano.
Fervente fautore del classicismo, nei suoi dipinti, dove il disegno, appreso da Ludovico Carracci, assume un ruolo preponderante, tende a realizzare composizioni di semplicità e chiarezza narrativa, trasfigurate in un ideale di bellezza classica
Si è detto che fosse chiamato Domenichino per la piccola statura; è però più probabile che il nomignolo si riferisse alla sua ingenuità e alla morbosa timidezza della sua indole.
Figlio del calzolaio Giovan Pietro e di Valeria, dapprima si dedica a studi umanistici, di grammatica e retorica, ma mostra subito tali interessi artistici che il padre gli permette di frequentare un apprendistato nell'atelier bolognese di Denijs Calvaert insieme col fratello maggiore – che rinuncerà ben presto alla pittura per tornare nella bottega paterna. Domenico ha per compagni di studio Guido Reni e Francesco Albani, col quale si lega in fraterna amicizia e di cui condivide l'orientamento classicista.
Quando il collerico Calvaert lo sorprende a copiare stampe di Agostino Carracci, lo caccia dalla bottega nel 1595 e Domenichino trova accoglienza nell'Accademia degli Incamminati retta, in assenza di Annibale Carracci allora operoso a Roma, da Agostino e Ludovico Carracci; insieme con Ludovico, col Reni e l'Albani, collabora alle decorazioni dell'oratorio di San Colombano, presso Bologna, realizzando la Deposizione nel sepolcro.
Nel 1601 lascia Bologna per trasferirsi a Roma, dove visse nel Rione Monti insieme all'amico Francesco Albani, per studiare le opere di Raffaello e collaborare con Annibale Carracci, al tempo forse il più apprezzato pittore operante a Roma. Di Annibale il Domenichino fu allievo fino alla morte del maestro (1609) e sotto la sua guida mosse i primi passi romani collaborando al cantiere carraccesco della Galleria Farnese.
La data «A dì 12 aprile 1603 in Roma», appare nel suo Ritratto di giovane del museo di Darmstadt, dove un giovane, vestito di nero e col cappello serrato sul petto, è inquadrato dagli stipiti di una porta contro il paesaggio che si apre sulla campagna, benché in passato fosse considerato un autoritratto, non corrisponde ai tratti somatici dell'artista descritti nelle fonti letterarie, forse si tratta del ritratto di Antonio Carracci, figlio di Agostino. Dello stesso anno sono anche il Cristo alla colonna della raccolta Hazlitt di Londra e la Pietà di Brocklesby Park, in Gran Bretagna. ..


Gennaro (Benevento, 21 aprile 272 – Pozzuoli, 19 settembre 305) fu un vescovo e martire cristiano, venerato come santo dalla chiesa cattolica, che ne celebra il culto il 19 settembre, e da quella ortodossa. Patrono principale di Napoli, nel cui duomo si ritiene che alcune ossa del suo scheletro giacciano insieme a due ampolle ricolme di liquido che la tradizione popolare ritiene sia il suo sangue, la sua figura è storicamente oggetto di culto e folklore. Ancora oggi v'è chi ritiene che il cosiddetto fenomeno dello scioglimento del sangue, rappresentato ritualmente la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre, sia da attribuire a miracolo e foriero di buona sorte.
Ancora, la credenza popolare considera la figura di Gennaro fondamentale nell'arresto dell'eruzione del Vesuvio del 1631, avvenuto in coincidenza di una processione in cui le sue reliquie furono portate in processione ed esposte di fronte al vulcano attivo.
Riguardo al fenomeno della liquefazione del sangue da ricordare l'ipotesi formulata dal CICAP usando però sostanze non omogenee a quelle contenute nell'ampolla, secondo cui il sangue sarebbe una sostanza tissotropica che si scioglie sotto sollecitazione meccanica, cosa che però non spiegherebbe le mancate liquefazioni accadute anche nel recente passato. L'autorità ecclesiastica, comunque, dopo test in proprio affidati a scienziati laici, classifica come miracolo il fenomeno dello scioglimento.
Il nome Gennaro è molto diffuso in Campania e risale al latino Ianuarius che significava «consacrato al dio Giano» ed era in genere attribuito ai bambini nati a gennaio (Ianuarius), mese sacro al dio.
Convenzionalmente si crede che san Gennaro sia nato il 21 aprile dell'anno 272. Le diverse passiones ianuariane tacciono sul luogo di nascita, e così pure il Martirologio romano. Tuttavia, essendo stato vescovo di Benevento, una tradizione antica e sempre tramandata dalla Chiesa beneventana, vuole che il martire sia nato appunto nella città sannita. Alcuni biografi, invece, attribuiscono le sue origini a Napoli, dove si è manifestato il Prodigio delle sue reliquie. .. CONTINUA SU WIKIPEDIA




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