Papa Gregorio I, detto papa Gregorio Magno ovvero il Grande (Roma, 540 circa – Roma, 12 marzo 604), è stato il 64º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica, dal 3 settembre 590 fino alla sua morte. La Chiesa cattolica lo venera come santo e dottore della Chiesa. Anche le Chiese ortodosse lo venerano come santo.
Sebbene il suo pontificato si sia svolto in uno dei periodi più bui della storia italiana, conservò una incrollabile fiducia nella forza del Cristianesimo; anima tra le più luminose del Medioevo europeo, svolse il suo ministero racchiuso in un corpo minuto e sempre malato, ma dotato di una grandissima forza morale.
Gregorio Magno nacque verso la metà del VI secolo [540?] da Silvia, appartenente a una ricca famiglia siciliana, e da Gordiano, appartenente all'aristocrazia senatoriale, la classe dominante dell'antica Roma che aveva mantenuto prestigio economico e sociale, nonostante la caduta dell'Impero. Non è affatto dimostrata, invece, la sua relazione di parentela con la Gens Anicia, che spesso è stata richiamata per sottolineare le nobili origini del futuro Gregorio I.La sua formazione culturale non è di elevato livello. A differenza di Agostino e Cassiodoro, non si formò con lo studio dei grandi autori dell'aetas aurea (Sallustio, Orazio, Virgilio, Ovidio), bensì con quella tradizione letteraria impoverita che era propria della sua epoca, dell'età tardo-antica. Perciò la sua "ars grammatica" fu limitata e lo stile che denota i suoi scritti è in linea con quello degli scrittori tardo-antichi del V e VI secolo. Di questi imitava, in particolare, solo poche figure retoriche come l'anafora ed il gusto dell'esempio e dell'aneddoto moralizzante. La sua conoscenza del diritto era limitata allo studio di Cicerone, da cui riprende anche definizioni e nozioni filosofiche della scuola stoica e, per come era già stato fatto dalla tradizione patristica, le inserisce nella dottrina morale cristiana.
A Roma si stava diffondendo la fama di Benedetto da Norcia, monaco e fondatore di una nuova Regola. Espresse l'intenzione di farsi monaco egli stesso. Ma i parenti e gli amici, per tenerlo vicino a sé, ottennero dall'imperatore Giustino II la prestigiosa carica di praefectus urbi Romae (prefetto della città di Roma), la carica istituzionale più importante di nomina imperiale in Italia dopo quella di esarca. In questa veste è citato in un documento databile all'anno 573...
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