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I SANTI DEL GIORNO: 3 settembre, San Gregorio Magno (Roma, 540 circa – Roma, 12 marzo 604)

San Gregorio Magno (Roma, 540 circa – Roma, 12 marzo 604)

ALCUNI DIPINTI SU SAN GREGORIO MAGNO

Giorgio Vasari-Cena in casa di san Gregorio Magno, 1540, da s. Giovanni in bosco


Cena in casa di san Gregorio Magno, 1540


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Giorgio Vasari (Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574)


Giorgio Vasari (Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574) è stato un pittore, architetto e storico dell'arte italiano.
Il Vasari ebbe una vastissima rosa di interessi: fu infatti un pittore dallo spiccato gusto manierista, un architetto di certo pregio (realizzò il palazzo della Carovana a Pisa e il complesso fiorentino degli Uffizi) e infine eccelso storiografo. Il nome del Vasari, infatti, è legato in modo indissolubile a Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, una serie di biografie nella quale egli copre l'intero canone artistico teso fra Trecento e Cinquecento.
Giorgio Vasari nacque ad Arezzo il 30 luglio 1511 dal mercante di tessuti Antonio Vasari e da Maddalena Tacci. Ancora giovanissimo frequentò la bottega aretina del francese Guillaume de Marcillat, pittore di vetrate di buon talento; nello stesso periodo, frequentò le lezioni del poligrafo Giovanni Pollio Lappoli, dove ricevette una prima educazione umanistica, e si cimentò anche nell'architettura, realizzando il basamento dell'organo del Duomo detto Nuovo, ove si mostrò assai sensibile alle influenze michelangiolesche della tomba di Giulio II.
Successivamente, il giovane Vasari proseguì gli studi a Firenze, dove giunse per circostanze fortuite al seguito del cardinale cortonese Silvio Passerini, tutore dei rampolli di casa de' Medici, i futuri cardinale Ippolito de'Medici e duca Alessandro. Introdotto dal Passerini nella cerchia della corte medicea, Vasari approfondì la propria educazione umanistica, passando sotto la guida del letterato Pierio Valeriano; fu, inoltre, un frequentatore assiduo della bottega di Andrea del Sarto e dell'accademia di disegno di Baccio Bandinelli, artisti che gli fornirono strumenti essenziali, quali la perizia disegnativa e la capacità di composizione prospettica. Negli anni fiorentini, che egli ricorderà come i più felici della sua vita, Vasari conobbe inoltre Francesco Salviati, del quale godette l'amicizia per il comune interesse verso le opere dell'antichità classica. Proprio in ragione del loro entusiasmo condiviso i due visitarono Roma tra il 1531 e il 1532; nell'Urbe Vasari, insieme all'amico, studiò i monumenti antichi, le opere di Raffaello e Michelangelo ed i grandi testi figurativi della maniera moderna...


Papa Gregorio I, detto papa Gregorio Magno ovvero il Grande (Roma, 540 circa – Roma, 12 marzo 604), è stato il 64º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica, dal 3 settembre 590 fino alla sua morte. La Chiesa cattolica lo venera come santo e dottore della Chiesa. Anche le Chiese ortodosse lo venerano come santo.
Sebbene il suo pontificato si sia svolto in uno dei periodi più bui della storia italiana, conservò una incrollabile fiducia nella forza del Cristianesimo; anima tra le più luminose del Medioevo europeo, svolse il suo ministero racchiuso in un corpo minuto e sempre malato, ma dotato di una grandissima forza morale.
Gregorio Magno nacque verso la metà del VI secolo [540?] da Silvia, appartenente a una ricca famiglia siciliana, e da Gordiano, appartenente all'aristocrazia senatoriale, la classe dominante dell'antica Roma che aveva mantenuto prestigio economico e sociale, nonostante la caduta dell'Impero. Non è affatto dimostrata, invece, la sua relazione di parentela con la Gens Anicia, che spesso è stata richiamata per sottolineare le nobili origini del futuro Gregorio I.La sua formazione culturale non è di elevato livello. A differenza di Agostino e Cassiodoro, non si formò con lo studio dei grandi autori dell'aetas aurea (Sallustio, Orazio, Virgilio, Ovidio), bensì con quella tradizione letteraria impoverita che era propria della sua epoca, dell'età tardo-antica. Perciò la sua "ars grammatica" fu limitata e lo stile che denota i suoi scritti è in linea con quello degli scrittori tardo-antichi del V e VI secolo. Di questi imitava, in particolare, solo poche figure retoriche come l'anafora ed il gusto dell'esempio e dell'aneddoto moralizzante. La sua conoscenza del diritto era limitata allo studio di Cicerone, da cui riprende anche definizioni e nozioni filosofiche della scuola stoica e, per come era già stato fatto dalla tradizione patristica, le inserisce nella dottrina morale cristiana.
A Roma si stava diffondendo la fama di Benedetto da Norcia, monaco e fondatore di una nuova Regola. Espresse l'intenzione di farsi monaco egli stesso. Ma i parenti e gli amici, per tenerlo vicino a sé, ottennero dall'imperatore Giustino II la prestigiosa carica di praefectus urbi Romae (prefetto della città di Roma), la carica istituzionale più importante di nomina imperiale in Italia dopo quella di esarca. In questa veste è citato in un documento databile all'anno 573... CONTINUA SU WIKIPEDIA




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